Monsignor Bouvier, “Venere ed Imene al tribunale della penitenza: manuale dei confessori”

Edito da: Edizioni Bastogi
Luogo di pubblicazione: Foggia
Anno: 1974
Pagine: V+148
File: PDF
Introduzione/Premessa/Presentazione/Sinossi/Quarta di Copertina/Sintesi:
Questo manuale ad uso dei confessori contienee una lunga serie di precetti sui peccati di natura sessuale. La prostituta è fra le maggiori peccatrici, pecca infatti “più gravemente che la semplice fornicatrice od anche la concubina, tanto riguardo la disposizione dell’animo, quanto allo scandalo e al nocumento che si reca alla generazione. Perciò le meretrici furono sempre considerate come la feccia e l’obbrobrio della specie umana”. Bouvier si sofferma poi sui peccati dello stupro e del ratto. Con il primo si intende generalmente “ogni commercio carnale illecito”. La fanciulla verso la quale è usata violenza “evidentemente si espone al pericolo di non far più un conveniente matrimonio e pecca perciò contro la prudenza”, mettendosi inoltre “sulla strada della prostituzione”. Per ratto si intende “il forzare una persona qualunque allo scopo di saziare su di essa una libidine”. Può comportare uno spostamento da un luogo ad un altro ma “una donna può essere forzata nel luogo stesso ove si trova”. L’atto sessuale “con una minorenne consenziente, all’insaputa dei suoi genitori, e senza che vi sia trasferimento da un luogo ad un altro, non è propriamente un ratto, perché qui non esiste violenza: ma è un oltraggio ai parenti, a cui era affidata la custodia della castità della figlia”. Nel corso dell’Ottocento, il moralismo borghese, in nome dell’equiparazione del sesso come sporcizia, imporrà una dura repressione sessuale che poi finirà col favorire, per contrasto, pratiche e vizi segreti. Il tradizionale rigore della Chiesa arriverà ad assumere atteggiamenti parossistici, sadici e punitivi come testimonia il libro di Bouvier.

Note dell’Archivio
– Traduzione del libro “Dissertatio in sextum decalogi praeceptum et supplementum ad tractatum de matrimonio
– Riedizione anastatica del libro curato e tradotto da Osvaldo Gnocchi Viani del 1885
– Per motivi di copyright manca la Prefazione di Vittorio Marchi
– La prima edizione di questo libro è del 1877. Venne inserito nell’Index librorum prohibitorum tramite Decreto del Santo Uffizio del 17 Gennaio 1877. Fonte qui, pag. 392
Qui la prefazione di Gnocchi Viani della seconda edizione (1877) del libro.

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