
Edito da: Stabilimento Tipografico De Angelis-Bellisario
Luogo di pubblicazione: Napoli
Anno: 1892
Pagine: XI+440
File: PDF
Introduzione/Premessa/Presentazione/Sinossi/Quarta di Copertina/Sintesi:
Al lettore, impaziente di conoscere l’intendimento del presente studio, un tal po’ di prefazione. Si dice e si è detto su mille toni che, oggigiorno, una luce scientifica, di cui intelligenze audaci e prave si fanno interpreti, corrompa le scuole e che però la scienza, pare, non abbia altro scopo che di svellere il sentimento religioso dalla coscienza dell’umanità, scopo che menerebbe senz’altro alla dissoluzione sociale. Pertanto dicono che Dio è, dacchè la natura in ogni sua manifestazione lo dimostra ; è, dacchè la coscienza storica, nell’ascetismo di miriadi di generazioni, lo rivela; è, dacchè si trova indispensabile e necessario al progresso e al benessere sociale : fuori di Dio, si grida da mille parti, le leggi fisiche sono un assurdo, le leggi storiche un controsenso, le leggi sociali orgie delittuose. Tant’è, a parer mio, calunniare ignobilmente la scienza agli occhi di coloro, cui la sorte non permise di bearsi delle sante gioie del vero. I lavori scientifici, oggigiorno, disgraziatamente, sono alla portata di pochi e letti da pochissimi; nè, per quanto mi fu dato vedere, v’è un libro che compendii in un sol volume, atto all’intelligenza di tutti, la risposta a tanta questione. I più odono parlare di Dio e di scienza, di errori ereditati da secoli e di alti destini umani, di leggi fisiche efficienti e di volontà finali e contingenti, di morale con sanzione divina e di morale a sanzione umana, ma la convinzione è nella coscienza dei pochi. Quel Dio che ha vivificata tanta fede, che ha cullate tante speranze, che ha suscitato tanto entusiasmo , che ha fatto sgorgare tante lagrime, è un’ illusione o una realtà? Il dubbio veglia tenace, e strazia e dilania la coscienza dalla maggior parte dell’umanità. Ma la soluzione del problema dei nostri destini è d’una importanza, fuori dubbio, capitale: epperó essa, più che ogni altra, s’impone al secolo XIX. Da tale soluzione dipende l’avvenire delle generazioni future, e trovarla in Dio non vale risolvere il problema, sibbene eluderlo. Perció, a tanta questione ho ardito rispondere , e, servendomi di fonti originali ed autorevoli, ho cercato dimostrare : 1o che il Divino nell’esperienza fisica è un assurdo ; 2o nell’esperienza storica un’aberrazione ; o nell’ esperienza sociale un ostacolo, o, almanco, se ben inteso, un soprappiù. Non preconcetti hanno determinato cotale mio studio, nè desideri vani, ma solo il nobile scopo di fare splendere la scienza, agli occhi delle moltitudini, della sua vera luce, e mostrare quali nuovi e più alti ideali additi e quali più sante speranze susciti. La scoperta e la conoscenza del vero mena ognora alla conquista del meglio: il progresso nel benessere sociale m’ è paruto pertanto dipendere esclusivamente dall’uomo: bene educata e meglio organizzata la società potrà bellamente attendere al suo fine, senza dii e senza teosofismi. Se però mi si crederà discepolo di quella scuola che insegna il Nulla; se mi si dirà proselite di quegli apostoli , per i quali è virtú distruggere una credenza ; se mi si crederà educato in un ambiente scettico o presuntuosamente incredulo, mi incombe l’obbligo di ben dichiarare che , nato e allevato in una famiglia tenacemente e fermamente votata al cattolicesimo, e ricevuta in ambienti puramente religiosi la prima educazione, soltanto il severo studio e un alto e leale convincimento mi ha distaccato da quella religione, in cui la mia infanzia è stata cullata. Nė però inquietitudine alcuna sento in cuor mio. E, appropriandomi le parole d’un illustre apostolo della scienza, confesso che « ho gustato nella mia primissima giovinezza le più pure gioie del credente, ma, e lo dico dal fondo dell’anima mia, tali gioie non sono per niente paragonabili a quelle che ho poi sentito nella pura contemplazione del bello e nella ricerca appassionata del vero. Auguro a tutti i persistenti nell’ortodossia una pace comparabile a quella che io godo in questo vasto oceano di calma, in cui non v’ha altra stella che la ragione, non altra bussola che il proprio cuore ». Il mio libro non è per i dotti. Esso è per quelli che, pur cercando di farsi un’idea esatta e concreta delle cose costituenti nel loro assieme l’esperienza fisica, storica ed etica, non hanno – per l’incessante lotta per la vita che tutti ingaggia – tempo di svolgere non pochi volumi. Niente ornato n’è lo stile, dacché unica preoccupazione m’è stata quella di presentare in maniera chiara, semplice , breve ed adeguata i moderni criteri della scienza. Che la buona volontà, più che l’opera mia, possa, per quel minimo che le è dato , contribuire alla propagazione del vero e del progresso sociale.
Nota dell’Archivio
– Nel 1989 la casa editrice anarchica “La Fiaccola” rieditò integralmente questo testo nella collezione “Reprint.” Nella quarta di copertina di questa riedizione, l’editore spiegava che la pubblicazione dei testi “datati” – in cui era compreso quello di Palomba -, serviva sia per farli uscire dalla polvere delle biblioteche o dalla mera curiosità di qualche ricercatore/studioso e sia per risaltare il loro contenuto sovversivo e contro l’ordine dello stato di cose presenti.








