
Edito da: La Fiaccola
Luogo di pubblicazione: Ragusa
Anno: Giugno 1969
Pagine: 176
File: PDF
Introduzione/Premessa/Presentazione/Sinossi/Quarta di Copertina/Sintesi:
Lunghi anni gravi di oppressione. In istrada cortei, adunate, sfilate di camicie nere, uomini che non conoscevano altra legge che la sopraffazione e la violenza.
Proibizione di parlare se non per ripetere ciò che era stato detto dai capi.
Nessuna garanzia per la vita e i diritti dell’individuo, che si rinchiudeva nella sua casa, dove però non tardava a raggiungerlo la prepotenza di chi deteneva il potere con le imposizioni più oltraggiose, dove il licenziamento era sempre in vista, dove doveva temere di ogni sconosciuto, dove ogni scampanellata poteva significare l’arresto о la persecuzione.
Seguivano processi, condanne, la guerra, i bombardamenti. la fame, l’intensificarsi delle crudeltà. Ma, tra massacri e dolori, era forse possibile intravvedere al lontano orizzonte una speranza?
Non pochi tendevano costantemente lo sguardo verso una chimerica illusione che mantenesse la fiducia in un domani radioso.
Ma, a parte il fatto che la profonda corrutela morale instaurata dal fascismo non poteva certo esser cancellata con un colpo di spugna, — data la situazione particolare del nostro paese era evidente che, dopo la sconfitta, le camicie nere sarebbero state sostituite dalle tonache nere.
Impossibile, per conseguenza, la costruzione di una società libera e civile, vana ogni speranza. Un’altra autorità al posto della precedente: di nuovo sopraffazioni, imposizione del conformismo, riduzione al silenzio, un altro « regime » che trionfa.
Ne consegue che siamo di nuovo chiamati alla resistenza, ad una resistenza che non può certamente ricevere aiuti esterni, che combatte una lotta non fondata su basi materiali, bensì tutta rivolta all’uomo interiore. Resistenza ardua, che esige lo spirito critico sempre desto per non lasciarsi né opprimere, né attrarre, né suggestionare dall’ambiente, che richiede il coraggio di affrontare il biasimo che tocca sempre in sorte a chi si pone controcorrente, e di accettare le rinunzie che tale atteggiamento comporta.
Ma l’ora attuale invita tutti gli uomini liberi a non scoraggiarsi nell’adempimento dell’opera loro, giacché: « l’anticlericalisme est non seulement un moyen de défense mais un moyen d’unir les forces laiques et de progrés au travers d’une lutte commune indispensable » (La raison – Avril-Mai 1968), per la tutela dei diritti dell’individuo e della dignità umana.
Nota dell’Archivio: ///