Cannella Carlo, “La città è quieta…ombre parlano. Una storia punk”

Ascoli Piceno, Giugno 2005, 178 p.

Una frenetica antologia di brevissimi capitoli composta da uno dei protagonisti storici del punk anarchico italiano. Un accumulo concitato, vivido e apocalittico di storie marginali nell’Italia di provincia degli anni ’80 e ’90: sforzi tesi a mantenere in vita band improbabili, alcolizzati che prendono a morsi i propri cani, personalità borderline che si schiantano in devastanti incidenti stradali, non per sfida ma per pura vocazione autodistruttiva. Con una nota introduttiva di Mario Di Vito e una premessa alla nuova edizione dell’autore.

Link Download

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Cannella Carlo, “La città è quieta…ombre parlano. Una storia punk”

Day Richard J. F., “Gramsci è morto. Dall’egemonia all’affinità”

Edito da Eleuthera, Milano, 2008, 247 p.

La gramsciana logica dell’egemonia, il suo corollario di partito, organizzazione di massa e conquista del potere, va esaurendo la sua presa sulle pratiche e sull’immaginario dei movimenti sociali contemporanei (anti-sessisti, anti-razzisti, indigenisti, anti-capitalisti, altermondialisti), tra i quali va sempre più affermandosi una logica dell’affinità di matrice anarchica. Il potere è una rete, e a rete è anche la multiforme resistenza al dominio. Le lotte radicali della post-modernità mostrano come l’idea di una liberazione cosmopolitica sotto un unico segno sia una fantasia modernista e, di fatto, totalitaria. Per sostenere la sua tesi, Day esamina a livello globale – con un occhio attento al “laboratorio Italia” – le tante e originali forme di organizzazione autonoma, dando una nuova lettura dell’anarchismo, filtrata dal post-strutturalismo e dal post-marxismo.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “Gramsci is Dead. Anarchist Currents in the Newest Social Movements”, Pluto Press, Londra, 2005

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Day Richard J. F., “Gramsci è morto. Dall’egemonia all’affinità”

Trasatti Filippo, “Contro natura. Omosessualità, Chiesa e biopolitica”

Edito da Eleuthera, Milano, 2008, 129 p.

Per il Vaticano la pietra dello scandalo, in apparenza, non è tanto l’omosessualità in sé quanto la questione delle coppie di fatto omosessuali, accusate di sgretolare la “famiglia tradizionale”, fondata su un padre e una madre uniti in vincolo matrimoniale per procreare secondo il piano divino. Ma su un altro piano, a sostenere come pilastro questa posizione c’è la questione centrale della “natura”, del diritto naturale che ne discende, con tutti gli annessi e connessi in campo sociale, politico ed etico. E ancora più a fondo, c’è la questione del potere che si gioca in questa normalizzazione non solo della sessualità, ma anche della vita, della morte e della riproduzione, ovvero di quanto viene comunemente definito “biopolitica”. Insomma, a partire dal rifiuto e dalla repressione dell’omosessualità, si possono trovare connessioni più generali che rimandano al controllo sulla vita individuale e che riguardano tanto le istituzioni religiose quanto gli apparati dello Stato e quelli tecno-scientifici.

Link Download

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Trasatti Filippo, “Contro natura. Omosessualità, Chiesa e biopolitica”

Bazzini Davide, Puttilli Matteo, “Il senso delle periferie. Un approccio relazionale alla rigenerazione urbana”

Edito da Eleuthera, Milano, 2008, 120 p.

La concezione gerarchica delle città, basata sulla supremazia del centro rispetto alla periferia, è manifestamente insufficiente a descrivere la complessità dei rapporti spaziali che attraversano i territori urbani. Ma l’attenzione che si dedica alle periferie urbane rischia sempre di essere presbite, cioè incapace di vederne le particolarità, oppure miope, cioè incapace di cogliere i legami tra le grandi trasformazioni globali di cui sono oggetto le città e l’emergere di un rinnovato senso di appartenenza ai luoghi. In questo libro, a partire da una ricerca sul campo nella periferia torinese, si sviluppa invece l’idea di un approccio alla riqualificazione urbana capace di costruire comunità consapevoli, attente al proprio territorio ma aperte al mondo, coscienti della propria storia e identità ma proiettate verso il futuro. Un approccio relazionale, e non interventista, la cui efficacia si misura in base all’aumento delle capacità di autogoverno di una comunità, all’aumento dei suoi spazi e strumenti di autodeterminazione.Prefazione di Egidio Dansero, docente di Geografia politica ed economica all’Università degli Studi di Torino.Matteo Puttilli, geografo, è dottorando presso il Dipartimento Territorio del Politecnico e dell’Università di Torino. Si occupa di studi e ricerche sui temi dello sviluppo locale e della sostenibilità ambientale.Davide Bazzini, sociologo, è dottore di ricerca presso l’Università di Torino. Si occupa di riqualificazione urbana e di processi di sviluppo locale sostenibile.

Link Download

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Bazzini Davide, Puttilli Matteo, “Il senso delle periferie. Un approccio relazionale alla rigenerazione urbana”

Cane nero

Link Download

Durata: 28 Ottobre 1994 – Gennaio/Marzo 1997
Luogo: Firenze
Periodicità: Settimanale
Pagine: 12 (nn. 1-5; 7-8; 10-42), 8 (nn. 6 e 44-45), 16 (nn. 9 e 43), 4 (numero speciale repressione)

Nota dell’Archivio
-n. 15, pagg. 6 e 7 divise a metà e con scritte tagliate

Pubblicato in Giornali e Riviste | Commenti disabilitati su Cane nero

Contro la famiglia: Manuale di autodifesa e di lotta per i minorenni

Edito da StampaAlternativa, Roma, 1995, 107 p., Terza Edizione.

Anni ’60. Un fiume di pubblicazioni, articoli e libri, sommerge sotto una valanga di critiche l’istituto della famiglia. Sono lavori che nascono dalle prime analisi sul ruolo della famiglia nella storia e nella società capitalistica, partorite dai padri del marxismo (Marx, Engels), dall’antropologia ottocentesca e dalle prime opere della psicoanalisi. Con la crisi della famiglia tradizionale, ormai evidente a partire dal dopo- guerra, nei suoi aspetti “classici” (monogamia, fedeltà, totale subordinazione della donna, cinghia di trasmissione del potere economico), la sociologia d’avanguardia, la psicologia, la psicoanalisi sfornano ricerche e documenti sui “mali” della famiglia. Una enorme parte di questi studi ha una funzione precisa: favorire una soluzione dei problemi sociali una volta risolti dalla famiglia, attraverso nuove forme che salvino la società: l’integrazione, il consenso, l’organizzazione sociale, non devono risentire della crisi della famiglia: la scienza riformista si mobilita per trovare soluzioni. Al modello di famiglia chiusa “repressiva” si sostituisce un nuovo modello di famiglia “moderna”, elastica, con minori responsabilità sul piano economico- sociale; le socialdemocrazie meglio funzionanti esemplificano questa tendenza: massima libertà di costumi ai figli (chiavi di casa a 12 anni) e stato assistenziale per tutti i problemi (tipo assegno dello stato alle ragazze- madri). Al di là degli studi riformisti, esiste un vasto filone di lavori “radicali”, nati soprattutto dall’anti-psichiatria inglese nel ’67-68 (Ronald Laing, David Cooper, Morton Schatzman), che radicalizzano l’analisi sulla famiglia, dimostrando lucidamente come essa sia una delle più pericolose fabbriche di alienazione, e una delle cause prime della schizofrenia e delle psicosi; l’analisi è spinta a un punto in cui l’unica alternativa consiste nella distruzione della famiglia e nella costruzione di cultura e fatti sociali rivoluzionari: la “controcultura”, il contropotere, la controsocietà. In Italia, con 3-4 anni di ritardo, arrivano anche questi libri con le tesi più radicali: La morte della famiglia (David Cooper); La famiglia che uccide (Morton Schatzman); L’io diviso, La politica dell’esperienza, L’io e gli altri (Ronald Laing). Rispetto alla famiglia, sono libri che ricordano gli scritti sulla lotta di classe, sull’istigazione all’odio di classe; non ci sono mezzi termini. Contemporaneamente vengono pubblicati anche libri un po’ più 6annacquati o più specialistici (fra gli ultimi: La mamma cattiva, di Carloni e Nobili, Guaraldi editore). I libri dell’anti-famiglia radicale hanno senz’altro avuto una grossa influenza: però hanno funzionato in ambienti ristretti, già “in campana” sul problema; il linguaggio, il taglio, poteva essere compreso solo da chi è abituato già a una certa cultura. Anche se i contenuti erano indubbiamente corrosivi, non ci sono state reazioni: nessuna denuncia, né di opinione, né giudiziaria. Si è formata anzi una certa unanimità conformista sui “guai della famiglia”, sulla “famiglia in crisi”. Proposte pratiche o politiche, zero (a parte la pseudo-riforma democratica che se ne fotte dei problemi dei minorenni, vedi nella parte “Manuale di autodifesa legale”); fra tavole rotonde e dibattiti, i figli dovevano continuare a stare nella merda e ingurgitare la diossina-famiglia. Il solito pantano: eppure dal ’66 (primi capelloni, beat, ribelli), dal ’68, la rabbia di chi partecipa ai cambiamenti (o li vede) è sempre più antagonista al piccolo carcere mandamentale della famiglia.
E proprio lo scontro sordo di questi ultimi dieci anni nelle cucine, nei soggiorni e nelle camerette tra figli e genitori porta anche nuova storia e nuova verità, oltre le teorie già scritte nei libri migliori: se negli altri paesi il conformismo socialdemocratico ha astutamente cloroformizzato il conflitto padri-figli, qui in Italia esso resta invece una delle molle più micidiali per arrivare a una coscienza anti-capitalista radicale.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Prima edizione: 1975
-Seconda edizione: 1976
-Come riportato dagli autori, “la riproposta di Contro la famiglia nel formato millelire ci ha costretti a eliminare alcune parti del testo originale: in particolare, oltre al capitolo finale su anticoncezionali, parto e aborto, si è dovuto ridurre drasticamente il numero di “testimonianze” tratte dalle cronache dei quotidiani di allora. Le parti mancanti sono indicate nel testo come omissis, con tre punti fra parentesi quadre.”

Pubblicato in Libri | Contrassegnato | Commenti disabilitati su Contro la famiglia: Manuale di autodifesa e di lotta per i minorenni

Scott James C., “Il dominio e l’arte della resistenza. I «verbali segreti» dietro la storia ufficiale”

Edito da Eleuthera, Milano, 2006, 307 p.

«Quando passa il gran signore, il saggio villico fa un profondo inchino e silenziosamente scoreggia». Questo proverbio etiope, citato in apertura del libro, dà una prima beffarda idea di cosa Scott intenda per quei «verbali segreti» che legge dietro i comportamenti codificati tra dominanti e dominati. Al di là delle apparenze, queste relazioni sono conflittuali e intrise d’inganno: da una parte i subordinati simulano la propria deferenza al potere e dall’altra i detentori del potere «recitano» la propria supremazia. Utilizzando innumerevoli esempi tratti, nel tempo e nello spazio, dalla letteratura, dalla storia e dall’etnologia, Scott propone un’inedita analisi sia dei ruoli interpretati sulla scena pubblica da potenti e subalterni, sia del loro «discorso» dietro le quinte, reciprocamente irridente e astioso. Uno studio sull’infrapolitica dei «senza potere», ovvero sulle strategie di insubordinazione messe in atto al di fuori dell’ambito politico, che rimane una pietra miliare per la comprensione della subordinazione, della resistenza, dell’egemonia, della cultura popolare e della rivolta.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “Domination and the Arts of Resistance Hidden Transcripts”, Yale University, 1990

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Scott James C., “Il dominio e l’arte della resistenza. I «verbali segreti» dietro la storia ufficiale”

Gruppo MARCUSE, “Miseria umana della pubblicità. Il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo”

Edito da Eleuthera, Milano, 2006, 144 p.

Da quando è comparsa, la pubblicità ha continuato a estendere il suo impero. Oggi si stima che siamo bombardati da circa 3.000 messaggi pubblicitari al giorno. Eppure il vero problema non è questo eccesso, che a quanto pare non ha ancora raggiunto il suo limite, ma il potere conquistato dalla pubblicità, che è riuscita a trasformare lo spazio pubblico in un catalogo pubblicitario. Nata come strategia commerciale al servizio dell’economia, la pubblicità ha ampiamente travalicato l’ambito della propria competenza arrivando a plasmare un modello di vita. Non è dunque un caso se proprio la pubblicità è stata presa di mira dai nuovi movimenti di contestazione radicale come il movimento “anti-pub” francese o l’americano “adbuster”.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “De la misère humaine en milieu publicitaire”, Éditions La Découverte, 2004

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Gruppo MARCUSE, “Miseria umana della pubblicità. Il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo”

Breton Philippe, “Elogio della parola. Il potere della parola contro la parola del potere”

Edito da Eleuthera, Milano, 2004, 175 p.

In questo libro, Breton esplora le immense potenzialità della parola sia sul piano personale sia sul piano sociale e dimostra come, storicamente, la parola abbia costituito uno spazio sostitutivo alla violenza e all’onnipotenza del potere. E come le risorse dell’argomentazione – ma anche quelle dell’oggettivizzazione delle passioni – abbiano consentito di fare sempre più retrocedere quella violenza. Ma soprattutto, e questo è lo scopo principale del libro, l’autore spiega come si possano superare gli ostacoli che s’oppongono oggi al pieno sviluppo del potere della parola. Contro la parola del potere.

Link Download

Note dell’Archivio
-Traduzione del libro “Éloge de la parole”, Éditions La Découverte, 2003
-Il traduttore riporta la seguente nota: “Il titolo originale del libro è Éloge de la parole, e la parole ha senza dubbio il ruolo di protagonista nelle pagine che seguono. Va detto che il significato di questo termine non corrisponde a quello italiano di parola, ed è anzi citato come uno dei numerosi esempi di «falsi amici» che ahimé presentano due lingue contigue come il francese e l’italiano. L’etimologia è di derivazione greca: parabolé significa «confronto», e poi, per traslato, «favola» o «apologo». Entra nel tardo latino, parabola, molto probabilmente dalle traduzioni del Vangelo, e accomuna il sostantivo al verbo parlare o parler. Il senso assunto nel francese è quindi più vicino all’etimo originale. La definizione che ne dà il dizionario Hachette è: «Voce articolata necessaria al linguaggio, le cui caratteristiche comprendono l’elocuzione, l’intensità della voce, la qualità, l’intonazione e la forza». Nella tradizione della linguistica, è poi nota la definizione che ne diede de Saussure, per distinguere la parole dalla langue: la prima è sempre «l’esecuzione individuale [della langue], l’individuo ne è sempre il padrone: noi la chiameremo la parole.[…] Essa è un atto individuale di volontà e intelligenza, nel quale conviene distinguere: 1. le combinazioni con cui il soggetto parlante utilizza il codice della lingua in vista dell’espressione del proprio pensiero personale; 2. il meccanismo psico-fisico che gli consente di esternare tali combinazioni». Per questo, una traduzione più vicina al senso originale sarebbe piuttosto discorso o dire. Ho tuttavia scelto di tradurre sistematicamente il termine con «parola», perché nell’economia del testo, con l’impiego che ne fa l’autore, esso acquista un senso specifico e inequivocabile, che va al di là di quello in uso nella lingua corrente. Usare «discorso» avrebbe generato equivoci, soprattutto per l’uso che di quest’ultimo termine si fa negli studi di linguistica e di comunicazione, e la scelta di un infinito sostantivato come «il dire» avrebbe appesantito in modo irrimediabile il testo.”

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Breton Philippe, “Elogio della parola. Il potere della parola contro la parola del potere”

Rediker Marcus, “Canaglie di tutto il mondo. L’epoca d’oro della pirateria”

Edito da Eleuthera, Milano, 2005, 188 p.

Ancor oggi eroi dell’immaginario popolare, i pirati hanno incarnato una visione del mondo basata sui valori di libertà ed eguaglianza che ha sfidato le convenzioni dell’epoca a proposito di razza, sesso, classe e nazionalità, proponendo una democrazia radicale capace di sovvertire la loro società. E anche la nostra. Lontano dai toni accademici, Rediker racconta con grande passione di un’epopea insieme romantica e sanguinaria – senza tralasciare i dettagli più crudi – in cui la scelta forte di una vita da fuorilegge nasceva dal rifiuto di una società segnata dal dispotismo, particolarmente duro per la gente di mare.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “Villains of All Nations Atlantic Pirates in the Golden Age”, 2004

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Rediker Marcus, “Canaglie di tutto il mondo. L’epoca d’oro della pirateria”