La compagna Franca. Donna e madre in carcere

Febbraio 2011/Gennaio 2013, 12 p.

Franca Salerno, fondatrice e militante comunista dei Nuclei Armati Proletari (NAP), organizzazione combattente nata nel 1974 dalle lotte dei proletari prigionieri e dei collettivi carceri di Lotta Continua. Franca viene arrestata il 9 luglio 1975 e condannata a 18 anni di carcere per banda armata. Nella notte fra il 22 e il 23 gennaio del 1977 con Maria Pia Vianale, anche lei militante dei NAP, è protagonista di una clamorosa evasione dal carcere di Pozzuoli. Dopo la fuga i loro volti sono diffusi su tutto il territorio nazionale e per le forze di polizia la loro cattura diventa un’ossessione. La sua latitanza finisce il 1° luglio ‘77 sulla gradinata di Piazza S. Pietro in Vincoli a Roma. Con Franca vengono catturati anche Maria Pia Vianale e Antonio Lo Muscio, che viene giustiziato sul posto, mentre le due compagne vengono selvaggiamente pestate, come Franca racconterà in un’intervista rilasciata anni dopo.
“[…] loro ti cercavano, ti pedinavano e quando ti catturavano ti massacravano di botte. Per quei tempi era normale. Gridavano: “Ammazziamole, facciamole fuori”. Se non ci fosse stata la gente a guardare dalle finestre sarebbe stata un’esecuzione. A Pia hanno sparato perché si era mossa. Ricordo i loro occhi, dentro c’era rabbia e eccitazione; erano fuori di sè perché eravamo donne. Averci prese, per loro, era una vittoria anche dal punto di vista maschile. Ero incinta, avevo questo bambino in pancia e volevo salvaguardare la sua vita. Antonio era morto, Pia, ferita, era stata portata via con l’ambulanza, io ero sul selciato e gridavo: “Sono incinta”, ma da ogni autocivetta uscivano uomini e picchiavano. Sino a quando è arrivato anche per me il momento di andare in ospedale.”
Il figlio di Franca, Antonio, nasce al Fate bene fratelli di Napoli nel 1978 e dopo pochi giorni Franca e Antonio vengono portati nel carcere di Nuoro, dove viene allestita una sezione solo per lei e il bambino. Antonio rimane a Badu e Carros con Franca fino ai tre anni. Sante Notarnicola (condannato all’ergastolo alla fine degli anni ’60 per esproprio di banche, compagno della gioventù comunista di Torino–Barriera di Milano, autore di un famoso libro degli anni ’70 “L’evasione Impossibile”) ricorda l’arrivo di Franca Salerno a Badu ’e Carros, il carcere speciale di Nuoro, qualcosa di molto vicino ad un lager.
“Franca arrivò col suo bambino di pochi giorni. Occupava una sezione isolata, la vedevamo e la sentivamo. Ci fu subito la corsa a prendere le celle che davano sul suo lato. La sera si spegnevano tutte le televisioni e sul carcere calava un silenzio surreale. Cominciava così il dialogo. Anche se ero uno dei pochi compagni, e quindi avevo con lei un rapporto privilegiato, Franca era ben attenta a non trascurare nessuno. Il piccino fu subito adottato da tutta la comunità carceraria e così i pacchi di cibo che arrivavano dalle famiglie venivano mandati a lei. Una mattina, fatto insolito, Franca mi urlò dalla cella. Improvvisamente il carcere si ammutolì. Il bambino stava male e le guardie non facevano niente. Franca mi chiese di chiamare il capo delle guardie. Quel silenzio totale risuonò per loro come una minaccia. Il maresciallo arrivò di corsa chiedendoci di restare tranquilli che il medico sarebbe arrivato entro 5 minuti. Una macchina era stata spedita a prenderlo. “Avete rischiato molto – gli dissi –, siete feroci ma non potete immaginare quanto potremmo diventarlo noi per una cosa del genere”. Sante si ferma, è commosso: “Quanta forza venne dai NAP, organizzazione fatta di studenti e detenuti. Di fronte allo sfacelo che c’è oggi nelle carceri, a Franca vorrei dire ‘avevate ragione voi’”.
Franca esce dal carcere nel 1993, dopo sedici anni di detenzione trascorsi in carceri speciali.
Nel 2006 Franca subisce un grave lutto. Il 17 gennaio Antonio muore in un incidente sul lavoro. Dopo poco Franca si ammala gravemente, malattia che la porterà alla morte avvenuta il 3 febbraio 2011.

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