Onofri Nazario Sauro, “Un paradiso infernale: gli antifascisti bolognesi assassinati e incarcerati nell’URSS di Stalin”

Edito da Sapere2000, Roma, 1997, 141 p.

Queste pagine sono un doveroso omaggio agli antifascisti bolognesi — socialisti, anarchici e comunisti — assassinati e incarcerati nei gulag della defunta URSS di Stalin. Volutamente ignorati dall’ex PCI e dimenticati dall’ex PSI – mentre i dirigenti degli attuali partiti di sinistra non sanno neppure chi siano, un po’ per opportunismo e molto per ignoranza — questi militanti della sinistra di classe, come si diceva un tempo, sono vittime di una duplice violenza. Lasciarono l’Italia per sottrarsi alle persecuzioni fasciste e si recarono nell’URSS, illudendosi di andare a vivere in una sorta di Eden. Non trovarono lo sperato paradiso terrestre e finirono quasi tutti nell’inferno vero dei gulag, vittime di un ingranaggio infernale. In quella che si potrebbe definire una tragedia proletaria restarono coinvolti numerosi bolognesi Di queste vittime innocenti – colpevoli solo di avere creduto che la rivoluzione sovietica fosse una conquista proletaria e socialista – ho cercato di ricostruire la vicenda umana e il tragico itinerario che va dal carcere di Mussolini ai gulag di Stalin.

Link Download: https://mega.nz/file/no9XDKqL#FPIiZ4589LyQFyAhaevhyzfsvfrKj0ckuFCV6x1sFJQ

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Onofri Nazario Sauro, “Un paradiso infernale: gli antifascisti bolognesi assassinati e incarcerati nell’URSS di Stalin”

Masini Pier Carlo, “Mussolini. La maschera del dittatore”

Edito da BFS, Pisa, 1999, 143 p.

Mussolini grande statista, come ultimamente lo si vorrebbe far passare, o Mussolini grande attore, come lo aveva definito Camillo Berneri già negli anni Trenta? Pier Carlo Masini ci conduce alla scoperta del personaggio, con un vivace ritratto critico del dittatore, del fascista, del guerriero, del diplomatico e dell’uomo. La più importante eredità che Mussolini ha lasciato all’Italia, conclude Masini, “è il vaccino ch’egli, nolente, ha inoculato agli italiani, la diffidenza verso l’autorità, il rifiuto di credere, obbedire, combattere, la ripugnanza al militarismo e alla guerra, l’insofferenza verso lo spirito di gregge, la stanchezza e il fastidio della retorica. Poiché, dopo mezzo secolo, il vaccino dell’esperienza vissuta sta per scadere e poiché non è detto che la nuova patologia della tirannide si presenti nelle stesse forme dell’antica, sarà bene prendere qualche misura protettiva, di cui questo libro vuol essere un vademecum”.

Link Download: https://mega.nz/file/ihk1UCjK#SbuQQXd5jsF8p2aEWfW0vfuyUxZJ4Poyr-ZhK0OuhZc

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Masini Pier Carlo, “Mussolini. La maschera del dittatore”

Puglielli Edoardo, “Oscar Fuà. Patriota della Brigata Maiella”

Edito da LupiEditore, Sulmona, Maggio 2016, 80 p.

Molti non lo conoscono, anche se la storia della sua vita meriterebbe di essere gridata sui tetti, raccontata in televisione, scritta sui libri. Ed ecco ora il libro di Edoardo Puglielli promosso dal Centro Studi e Ricerche ‘Carlo Tresca’ di Sulmona: Oscar Fuà. Patriota della Brigata Maiella, (prefazione di Francesco Susi, Lupi Editore, Sulmona, 78 pagine). Storia di un ragazzo, 17 anni, ebreo nato a Sulmona, patriota combattente nella Brigata Maiella, caduto nella giornata del 4 dicembre 1943, nella battaglia di Brisighella.

Link Download: https://mega.nz/file/Th1ByCzT#HfPPeoz-ouO-yGkT87Xl4FF1fbgA4UpjUUAKNJlgt-0

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Puglielli Edoardo, “Oscar Fuà. Patriota della Brigata Maiella”

Patrioti di Romagna, “Uomini e gesta della Banda Corbari-Casadei”

1945(?), 47 p.

Un giorno sarà scritta la storia dei partigiani di Romagna. Dall’Appenino al mare, nelle gole dei monti e nella scoperta pianura, nelle città devastate e nei borghi raccolti intorno agli antichi ca­stelli, la nostra gente ha dimostrato di saper lottare e soffrire per il riscatto della Patria italiana. Da questa lotta aspra, ingrata, senza quartiere, condotta da fuori legge che la legalità fascista perse­guitava e puniva come delinquenti comuni, sono balzati nella luce della gloria uomini ed episodii che corrono già sulle labbra del popolo coi primi accenti della leggenda che nasce. Queste pagine narrano le gesta di alcuni di quegli uomini e la morte dei migliori fra loro.

Link Download: https://mega.nz/file/mp0RjYxL#UBWHQ2kPvYbspKw1WYLyd0S6hGmOk3prauj2n_yZiq4
Note dell’Archivio
-L’opuscolo è diviso in due parti: nella prima parte vi sono le vite da partigiani di Corbari, Casadei e delle donne e uomini che collaborarono attivamente con essi; nella seconda parte vi sono il “memoriale di Don Antonio Vespignani, parroco di S. Savino”, “Corbari e Casadei” di Oleandra Macori e “Adriano Casadei nel ricordo di un’amica”, di Liana Ragazzini.

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Patrioti di Romagna, “Uomini e gesta della Banda Corbari-Casadei”

Rossi Marco, “Ribelli senza congedo. Rivolte partigiane dopo la Liberazione 1945 -1947”

Edito da Zero in Condotta, Milano, 2011, 94 p., Seconda Edizione

Attorno alla data del 25 aprile 1945, considerata e celebrata come l’anniversario della Liberazione, permangono ancora molti equivoci e rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti opposti.
La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25 Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l’insurrezione popolare contro il fascismo e l’occupazione nazista, negando che quella guerra civile e sociale aveva un “prima” e, soprattutto, che conobbe un “dopo” tutt’altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della cosiddetta pacificazione nazionale.
Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante ricostruzione del passato è l’esperienza, comune a migliaia di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla Liberazione, tornarono in montagna “per rifiuto di abitare nella Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli operai alla disoccupazione”.
Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte, rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale della Resistenza.

Link Download: https://mega.nz/file/yYxQwRqS#SgmXM_5uwQhocDyGLgGA6xVpFAgBOliNq_V8bJibogE

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Rossi Marco, “Ribelli senza congedo. Rivolte partigiane dopo la Liberazione 1945 -1947”

Negrini Gina, “Il sole nero”

Edito da Casa Editrice Licino Cappelli, Rocca San Casciano, 1969, 207 p.

Bologna, negli anni precedenti ed immediatamente successivi all’ultima guerra, è l’ambiente in cui si muove la protagonista del romanzo. Un’infanzia vissuta in un mondo profondamente guasto, fatto di povertà e di miseria, materiale, ma soprattutto morale, forma il suo carattere: un carattere duro, guardingo, diffidente, perchè maturato in un clima di aperta ribellione. Scoppiata la guerra, adolescente, ella si trova a dover tacitamente accettare anche questo nuovo stato di cose; unica preoccupazione, la sopravvivenza. Ma a poco a poco si assiste al mutamento della sua indole: in questa vicenda di sofferenze, si risveglia in lei l’amore per il prossimo. Prima quasi per gioco, poi sempre più seriamente, la giovane partecipa alla Resistenza e il racconto segue il filo delle sue avventure di partigiana fino al giorno della liberazione.
Dopo un vano tentativo di espatriare quale moglie di un giovane russo, la ritroviamo a Venezia, in preda allo sconforto: tutti i suoi ideali sono caduti, traditi ed irrisi. Nondimeno il suo spirito irrequieto di donna giovane e attiva si ribella ed il romanzo termina con una esplosione di gioia di vivere.
Questo il tema di un romanzo di cui la vivacità, la freschezza, il ritmo senza soste, la purezza di linguaggio mettono in evidenza un profondo realismo. È un susseguirsi incalzante di episodi, senza respiro, che tiene avvinto l’interesse del lettore, il quale si trova pagina dopo pagina sempre più immerso nella vicenda, identificandosi le sue emozioni, le sue sensazioni più intime, con quelle della protagonista.

Link Download: https://mega.nz/file/C0tX3SyY#_6MWNbXn6iLnsHSU7DoTuynw667ZvnfTBt2QjXMCPxI

Pubblicato in Libri | Commenti disabilitati su Negrini Gina, “Il sole nero”

(a cura di) Magni Beatrice, “Lotta di liberazione ed eccidi nazifascisti sull’altopiano di Monte Sole. Saggi e documenti su Marzabotto, Monzuno e Grizzana”

255 p.; supplemento del periodico “Montesole”, a. V, n. 9, Giugno 2000

Il volume curato dal Comitato per la ricerca e la consulenza storica del Parco Storico di Monte Sole e dal Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto raccoglie i materiali pubblicati fra il 1996 e il 1999 nei Quaderni storici del Parco Monte Sole e documenti inediti sulla strage nazi-fascista del Settembre-Ottobre 1944 nei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno.

Link Download: https://mega.nz/file/ShsDkYrD#pZWtM8zvvzqg8___JJaPfed94r3ZD1UFJ-OK2oAx84w

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su (a cura di) Magni Beatrice, “Lotta di liberazione ed eccidi nazifascisti sull’altopiano di Monte Sole. Saggi e documenti su Marzabotto, Monzuno e Grizzana”

Pagliaro Angelo, “I dimenticati confinati politici paolani antifascisti ed altri ribelli durante la persecuzione fascista”

2004, 56 p.

Prefazione
I libri di storia, il cinema, la memorialistica, le fotografie, gli sceneggiati televisivi, per gli anni del fascismo ci hanno consegnato, plasticamente, il trasferimento e l’ idea della vita degli antifascisti, sottoposti a misura cautelativa nei rispettivi luoghi di confino (Cesare Pavese a Brancaleone o Carlo Levi in Basilicata). “La traduzione con i suoi ritmi lentissimi, – così si legge in un volume sui simboli e i miti dell’Italia unita, pubblicato dall’Editore Laterza in questi ultimi anni- i ferri ai polsi e le catene, i viaggi negli angusti cubicoli dei vagoni cellulari, riarsi d’estate, freddi come celle frigorifere d’inverno, le soste in luridi cameroni di transito, le traversate, l’ accoglienza da parte degli altri confinati all’arrivo nelle colonie di pena”, oppure “il riferimento alla vita monotona, alle giornate vuote, alla strana esistenza di prigionieri all’aria aperta”, sono momenti che, nelle diverse località, hanno segnato la permanenza degli oppositori al regime. Lipari, Ventotene, le isole Tremiti, Favignana, erano le località più “gettonate”, i posti dove gli antifascisti più irriducibili venivano inviati non a villeggiare ma ad espiare una pena che era stata comminata dalle autorità del tempo, perché essi, per il loro dissenso, o non accettavano la dittatura o costituivano un pericolo per le istituzioni.
La storia di questi “antifascisti” è stata conosciuta grazie alle memorie che alcuni di essi ci hanno lasciato oppure è stata studiata attraverso le carte di polizia (opera molto valida ed utile sono i diversi volumi, curati dall’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti – A.N.P.P.I.A. – che, attraverso brevi biografie, offrono un panorama completo sull’antifascismo popolare italiano), per cui si deve salutare, con attenzione, la pubblicazione di questo volumetto di Angelo Pagliaro, che parla solo con i documenti, e il cui merito è quello di allineare alcuni nomi di antifascisti di Paola, inviati, durante gli anni della dittatura, al confino in varie località italiane. La cittadina tirrenica, nel corso della sua ultima storia, si è distinta per aver dato i natali ad alcuni esponenti di quel socialismo democratico, già presenti in Calabria, tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, ed attivi e combattivi, quali l’avvocato Raffaele De Luca, il maestro Francesco Itria ed anche, in qualche modo, lo stesso Maurizio Maraviglia. Nel 1896, inoltre, con la partecipazione dei più noti socialisti del tempo (da Giovanni Domanico a Pasquale Rossi, ad Antonino De Bella), aveva anche ospitato un convegno delle forze socialiste calabresi, durante il quale erano state gettate le basi per una più incisiva e capillare propaganda nella regione e per fissare i criteri da seguire nelle competizioni elettorali. Paola, che tutti conoscono per essere la patria di san Francesco, è anche la cittadina che, oltre al Maraviglia, il quale dopo la sua breve esperienza nelle file del partito socialista, divenne uno dei maggiori interpreti del pensiero nazionalista, ha dato i natali anche a Carlo Scorza, il segretario del Partito fascista che, nella notte famosa del 25 luglio 1943, guidò i lavori del Gran Consiglio e che,dopo una burrascosa seduta, decretò la fine di Mussolini e del fascismo. L’autore di questo agile testo documentario ha fatto bene, pertanto, a presentare i nomi dei paolani,che si sono opposti alla dittatura e che per questo hanno pagato, coscienti che la loro azione potesse servire a qualcosa per le generazioni più giovani. Personaggi non di secondo piano, se si pensa che il De Luca fu poi attivo nella Resistenza romana; condannato a morte da un tribunale militare tedesco, scampò alla pena perché la sua esecuzione fu più volte rinviata, in quanto era stato dichiarato “intrasportabile” a causa dell’ età avanzata, con la tacita complicità del medico di Regina Coeli. Ma accanto al De Luca, le cui vicende erano peraltro già note agli specialisti del settore, si devono ricordare Ida Scarselli, paolana d’adozione e Giacomo Bottino, paolano, marito della stessa; entrambi anarchici (la Scarselli faceva parte di una famiglia di anarchici, protagonista nel 1921 dei fatti di Certaldo).
Sono storie, a volte minori, storie – scrive l’autore- di dimenticati, ma hanno tutte un grande significato denotante i valori di libertà, di democrazia cui questi militanti sono stati fedeli durante la loro vita e che, con la loro azione, prepararono il terreno alla lotta di liberazione.Oggi qualcuno può anche sorridere di fronte a queste vicende, perché “la crisi del paradigma antifascista, la ricaduta di massa del revisionismo storiografico, la frammentazione sociale e la chiusura di un ciclo storico – politico” hanno modificato, in profondità, il rapporto con il nostro passato, in particolare con gli eventi del Novecento, “quasi che esso costituisca un impedimento all’avvio di un nuovo inizio, all’ingresso in una modernità che si pretende simile ad uno spazio vuoto, ricco di possibilità inedite”, ma che, in definitiva, se la si consideri meglio, è un’altra dimensione rispetto alla vera storia. E’ un’esigenza che, un poco più un poco meno, viene, purtroppo, avvertita da tutte le forze politiche (poche sono escluse), mentre non lo è per gli Istituti che si ricollegano alla Resistenza. L’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (Icsaic) di Cosenza, per quel che lo riguarda, non solo promuove ricerche e scavi sugli anni del ventennio fascista, ma incoraggia anche studi come questi che vedono singole persone impegnate a scoprire ed identificare, nei piccoli paesi della regione, i protagonisti di queste battaglie. Tutte queste indagini devono, alla fine, servire a dare un’idea complessiva dell’ antifascismo popolare calabrese, ancora, per molti aspetti, poco noto, e a scrivere anche “la storia sulla vita e sull’atteggiamento di opposizione al regime da parte degli umili, che lottarono contro il fascismo e patirono carcere e confino”. Proprio per questo, per ospitare i risultati e far conoscere questa documentazione, l’Icsaic si impegna a riprendere le pubblicazioni del suo Bollettino, che, grazie alla preziosa collaborazione del compianto ed indimenticabile prof. Tobia Cornacchioli, comandato, per diversi anni, presso l’istituto di Cosenza e recentemente scomparso, ha visto ininterrottamente la luce dal 1987 al 1996, rappresentando un momento importante nella vita stessa del nostro organismo culturale e storico.
Cosenza 7 gennaio 2004
Giuseppe Masi, Direttore ICSAIC

Link Download: https://mega.nz/file/Sxk3XIwA#s8BR4qyiS-YOgUYaMSAf6KmCfAphtPcus2p8z9Bqkrw

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Pagliaro Angelo, “I dimenticati confinati politici paolani antifascisti ed altri ribelli durante la persecuzione fascista”

Bianconi Pietro – Gli anarchici italiani nella lotta contro il fascismo

 

(…)Animarono e vissero la Resistenza tutti quegli uomini che preferirono il carcere, il confino di polizia, l’esilio o la sofferenza della cospirazione in patria alla sottomissione: tutti quegli uomini che per vent’anni non dettero tregua al fascismo e lo combatterono sui monti qui e in Spagna. E non lo fecero soltanto per il disgusto dello spirito gregario coltivato dalla dittatura fascista, bensì in funzione delle grandi idealità storiche, attive nella loro coscienza. (…) Gli antifascisti militanti traevano impulso e motivo per la lotta contro il fascismo proprio dalla loro estrema qualificazione: il fascismo li aveva condannati, imprigionati, confinati non solo perché «anti», ma per il loro essere comunisti, socialisti, giellisti, anarchici. Ed è proprio qui che si rivela in pieno la peculiarità della tattica stroriografica: siccome l’enunciazione di una teoria storica, di una dottrina come quella anarchica, segnata dal pensiero, dall’azione e dal sacrificio di una lunga schiera di uomini generosi e ribelli, non può suonare nei consensi statali del partitismo, dove la cannibalesca vicenda del potere trova sempre giustificazioni elettorali, gli scrittori di regime si appellano all’antica e reazionaria pedagogia per cui anarchia vuol dire disordine, confusione, impulsiva e caotica ribellione.

Edizioni Fondazione Archivio Famiglia Berneri, Pistoia, 1988, p. 97

Link Download: https://mega.nz/file/rskhlK4J#qUCMJIajy0tqGwRmLM2Gb9_S-yXwkSRTA8DaHimQAnw

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bianconi Pietro – Gli anarchici italiani nella lotta contro il fascismo

Carbone Donatella, “Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Basilicata”

Edito da “Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici”, Roma, 1994, XII+280 p.

Il volume conclude la pubblicazione delle biografie dei confinati politici durante il fascismo, provenienti dall’Italia meridionale, ricostruite grazie allo spoglio sistematico di tutti i fascicoli personali della serie Confinati politici conservata presso l’Archivio centrale dello Stato. Precedenti volumi hanno riguardato rispettivamente la Calabria (Cosenza, Lerici, 1977), la Campania (Napoli, Athena, 1989), la Sicilia e la Puglia (Roma 1989 e 1991, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Strumenti CVI e CXIV, v. nn. 104 e 112).
Relativamente alla Basilicata sono stati censiti 155 confinati – un numero piuttosto alto se posto in rapporto al totale degli abitanti -, per ciascuno dei quali, seguendo lo schema già sperimentato nei precedenti volumi, la rilevazione fornisce i dati biografici e una breve descrizione dell’attività di opposizione svolta. Nell’introduzione si riassumono le vicende dell’istituto del domicilio coatto dal periodo postunitario al fascismo e se ne analizza la concreta applicazione nella regione Basilicata.
In appendice sono pubblicati gli elenchi delle persone nei confronti delle quali il Comando militare alleato aveva adottato provvedimenti di confino, ammonizione, diffida o infine internamento nel campo di concentramento di Padula. Il volume contiene inoltre alcuni prospetti numerici: dei confinati, ripartiti rispettivamente in base alla provincia di appartenenza, alla condizione sociale, al colore politico, alla durata della pena assegnata ed effettivamente scontata, e delle ordinanze di ciascuna Commissione provinciale, elencate in base al numero degli anni di confino inflitti e alla data di ciascuna ordinanza. Completano il volume l’indice dei nomi citati nelle biografie e nelle appendici, l’indice cronologico delle ordinanze e diversi indici dei nomi dei confinati, disposti in ordine alfabetico, per località di nascita, di residenza, di confino, per condizione sociale, colore politico, età, e suddivisi secondo la motivazione in forza della quale vennero poi liberati.

Link Download: https://mega.nz/file/yh0TFIIa#RVTi_1rroTBsp2KZYNe-lnf3bGDN5ej6Q9O5EG6yogk

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Carbone Donatella, “Il popolo al confino. La persecuzione fascista in Basilicata”