Clemente Duval. Memorie autobiografiche

Edito da Biblioteca de “L’Adunata dei Refrattari”, Newark, 1930, 1044 p.

Presentazione
Chi ricorda ormai più il vecchio combattente che la Corte d’Assise della Senna condannava a morte vent’anni fa per un atto di rivolta e di giustizia, e che la clemenza repubblicana seppelliva poi,t per sempre, nei penitenziari della torrida Gujana, dove, se egli è vivo, deve trovarsi tuttora?
Eppure Clemente Duval fu, dopo Gallo, tra i primi che dei proprii atti di ribellione contro l’ordine, e sopratutto con­tro la morale borghese, assumesse dinnanzi al magistrato la piena ed intera responsabilità, e dinnanzi al magistrato riven­dicasse il diritto d’espropriare il borghese, che vive di rapina, ogniqualvolta il bisogno urge о la lotta contro l’iniquo ordine sociale lo esige.
Ma i vecchi si fanno radi e taciturni, ed i giovani, venuti di poi, hanno trovato sul loro cammino troppo lavoro per ricordarsi dei pionieri.
Ora, un compagno che ha passato alla Gujana parecchi lustri ed a cui avevamo tempo addietro chiesto del vecchio Duval, rispondendoci che non sapeva quel che di lui fosse avvenuto, ci mandava per la Cronaca Sovversiva, col resoconto del processo svoltosi a Parigi nel Gennaio 1887, un pacco mano­scritto di appunti e note che il Duval stesso in questi ultimi anni aveva tracciato ed ordinato coll’intento di darle un giorno alla luce, ultimo contributo della sua energia alla propaganda delle idee libertarie che vent’anni di relegazione e di catena non avevano in lui nè soffocate nè attenuate.
Abbiamo letto il manoscritto che è un documento umano del più vivo interesse e del più alto valore: ed in uno dei pros­simi numeri della Cronaca Sovversiva ne inizieremo la pubbli­cazione sicuri di far cosa grata ai nostri lettori che nelle pagi­ne del vecchio deportato di Cajenna troveranno più d’un insegnamento, troveranno più di un’ora di profonda ed intensa commozione.
Luigi Galleani
(Cronaca Sovversiva, 15 Giugno 1907)

Prefazione
A raccogliere in volume le “Memorie Autobiografiche di Clemente Duval” che la Cronaca Sovversiva accolse, prima, tradotte con affettuosa cura dal suo vecchio compilatore, mi induce un antico acuto desiderio dei compagni e mio.
E’ prima, nei cenni biografici abbozzati vigorosamente da mano fraterna, la tragedia violenta nei suoi schianti, nell’im­peto con cui le più temerarie affermazioni dell’anarchismo si urtano alle tradizioni morali più gelosamente custodite; nelle “Memorie” è, lungo l’erta di un calvario che non finisce mai, che ha in vetta la ghigliottina e ad ogni tappa l’aceto ed il fiele di tutti i tormenti, di tutti gli schermi, la passione quotidiana di un iconoclasta il quale ha intraveduta la libertà, ne ha colto i sorrisi e le promesse, e ne sogna, ne vuole benedizioni e glorie per sè, per tutti, sfidando impavido sdegni, adii, vendette cieche e collere inesauste di tutto un mondo; esempio di audacia e di tenacia, di coraggio e di fede.
Densa d’insegnamenti ogni pagina, degna di essere meglio custodita che dalla dubbia fortuna del foglio di battaglia, incerto tra un lampo d’entusiasmo e uno d’esecrazione; echi di vigilie che attendono sempre la loro giornata, e che non voglio­no andare perduti.
Non appaiono in buon punto. La guerra ha tutto ipote­cato e sconvolto, e dai fragili mezzi di cui posso disporre, di cui mi hanno così male armato i pochi compagni che ha disper­so pei vari continenti la bufera, non può uscire la splendida edizione che io aveva sognato, e mi ero dentro di me ripro­messo, e darà più fortunato editore.
Ma è di una promessa l’assoluzione fedele, ed ai compagni è pegno che il comune proposito di veder in volume raccolte le “Memorie Autobiografiche di Clemente Duval”, è entrato nella via dell’attesa realizzazione, e che a questo primo volume gli altri seguiranno fino ad opera compiuta se non mi manchino le forze e mi sorregga la cooperazione dei buoni.
L’editore
(Andrea Salsedo — 1917)

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Note dell’Archivio
-La prima traduzione in italiano, come si evince dalla Presentazione, è di Luigi Galleani.
-Come spiegato dagli editori, la pubblicazione di queste “Memorie” avvenne dopo la morte di Salsedo: “Colto nel vortice sanguinoso della patriottica reazione che, regnando Woodrow Wilson, prima durante e dopo l’intervento degli Stati Uniti fece strame e strage d’ogni più coscienziosa opposizione alla grande guerra, Andrea Salsedo non potè realizzare il suo sogno: il 3 maggio 1920 precipitava dal quattordicesimo piano di un edificio di Park Row a New York, dove la polizia politica dell’V. S. Attorney General Mitchell Palmer, l’aveva per circa due mesi tenuto segretamente prigioniero. La fine tragica e immatura tolse ch’egli conducesse a termine l’edizione delle Memorie di cui aveva pubblicato un primo volume nel 1917. Riprendendo ora, in condizioni meno sfavorevoli, l’opera ch’egli aveva coraggiosamente iniziata, ritorniamo sui suoi passi, includendo nel presente unico volume delle Memorie Autobiografiche di Clemente Duval anche la prima parte pubblicata da Salsedo nel 1917, andata, nel volgere degli avvenimenti e tra tante vicende e persecuzioni, dispersa o, comun­que, esaurita.”
-Marianne Enckell, nel 1980, recuperò parte del manoscritto di Duval presso il CIRA di Losanna e lo pubblicò nel 1991 col titolo “Moi Clément Duval : bagnard et anarchiste” per le Éditions de l’Atelier.
-In italiano le Memorie di Duval sono state pubblicate dalle Editziones de su arkiviu-bibrioteka T. Serra (diviso in 4 tomi) nel 1995 e da Kaos (rinominato come “Il fuggiasco della Guyana”) nel 2012

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