Fedeli Ugo, “Errico Malatesta. Bibliografia”

Edito da RL, Napoli, 1951, 48 p.

Nella presente Bibliografia non sono singolarmente indicati tutti gli articoli che il Malatesta ha pubblicato: annotarli tutti avrebbe richiesto di raddoppiare la mole del volume. Ho dato invece tutte le indicazioni che mi è stato possibile rintracciare sui principali tra essi, e sulle varie edizioni di libri, opuscoli ed estratti di articoli, in varie lingue. Ho ritenuto utile includere un’appendice su quanto si è andato scrivendo e pubblicando sul Malatesta stesso.
Qualche elemento della Bibliografìa malatestiana mi sarà certamente sfuggito: segnalo, ad es., che non ho potuto consultare le collezioni de « La Questione So­ciale » di Firenze e di « Freedom » di Londra. Tuttavia credo che questo mio lavoro costituisca un passo in avanti su tutte le altre Bibliografie dedicate al Mala­testa, e spero giovi ad invogliare e a facilitare nello studio, non solo delle idee del Malatesta stesso, ma del moto sociale che si denomina « anarchismo » in cui il Malatesta è stato uno dei militanti più tenaci e profondi.

Link Download: https://mega.nz/file/mYoxhYSZ#b3-m6GfXGI3FtE-Nu8_fJQ_FdWQULMvynEcf6Y-tMBM

Note dell’Archivio
-La presente Bibliografia è stata pubblicata in originale come Appendice di « Malatesta, l’uomo e il pensiero» di L. Fabbri, Edizioni RL, Napoli, 1951.

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Fedeli Ugo, “Errico Malatesta. Bibliografia”

Santin Fabio, Fraccaro Elis, “La rivoluzione volontaria. Biografia per immagini di Errico Malatesta”

Edito da Antistato, Milano, 1980, 102 p.

Fabio Santin è sulla trentina, ed è di Venezia. Non è un nome conosciuto nel mondo del fumetto e quello che vedrete e leggerete nelle pagine seguenti può essere considerato il suo esordio nel campo. Qualche purista del sottogenere obietterà, magari, che non si tratta di fumetto vero e proprio. Come cultore del sottogenere in parola io sono invece molto ansioso, non mi limito a confessarlo, ma lo dichiaro con la maggiore perentorietà possibile, sono molto ansioso, dicevo di annettere quest’opera al campo del fumetto. È o non è una narrazione a immagini e parole? Ma non perdiamo altro tempo e spazio in disquisizioni oziose. Ecco il primo volume di una storia d’Errico Malatesta e del movimento anarchico, frutto di uno sforzo e di uno studio e di un impegno durati un anno e mezzo.
Fabio Santin non ne è l’unico autore. Un altro di Venezia, Elis Fraccaro, ha collaborato con lui per i testi e le ricerche. E, quando scrivo ricerche, intendo ricerche sul serio. Infatti, e questo è forse il dato che maggiormente distingue il fumetto di cui frettolosamente mi occupo in queste righe non troppo necessarie dalla faciloneria del fumetto in genere, ogni parola e ogni particolare, ogni fisionomia e ogni sfondo, ogni vestito e ogni insegna, ogni tratto e ogni tratteggio sono in stretta correlazione con il passato, storia e cronaca di costume. L’accanimento documentario è pari al rigoroso rifiuto della sensazionalità. Eppure l’interesse del fumetto non ha a soffrire, ma, anzi, aumenta, coinvolgendo chi vede e legge in uno spostamento all’indietro clamoroso, anche se operato da una sommessa macchina del tempo. Un poco di carta fabriano o di qualsiasi altra marca decorosa, un poco di inchiostro di china o di qualsiasi altro tipo valido, ed eccoci nel 1926. Un tale già in là con gli anni con cappello, cappotto e sciarpa sta scrivendo certi suoi ricordi con un titolo suggestivo. Il mio primo incontro con Bakunin: “Era la fine dell’estate del 1872, a Napoli. La federazione napoletana dell’Internazionale dei Lavoratori aveva delegati Cafiero e me a rappresentare nel congresso che si doveva tenere in Svizzera (e che si tenne infatti a Saint-Imier, nel Giura Bernese) per un’intesa fra tutte le Sezioni dell’Internazionale che si erano ribellate al Consiglio Generale, il quale sotto la direzione di Carlo Marx voleva sottoporre tutta l’Associazione alla sua autorità dittatoria e indirizzarla non alla distruzione ma alla conquista del potere politico…”
Ma nella pagina successiva la macchina del tempo si sposta sommessamente ancora più indietro. Ci vien rivelato chi sia quel tale già in là con gli anni. È Errico Malatesta. Nel 1872 aveva diciannove anni, era, insomma, alle prime armi, ma traboccava di volontà, di entusiasmo, di intransigenza almeno quanto di inesperienza, di ingenuità, di innocenza. Una settimana dopo il suo primo incontro con Bakunin, Malatesta era presente allo storico congresso che a St. Imier sancì in maniera netta e definitiva la separazione dell’Internazionale tra autoritari – i marxisti – e antiautoritari – gli anarchici. Era il 14 Settembre. Da allora la macchina del tempo di Santin e Fraccaro comincia a rivenire avanti, a riavvicinarsi a noi. Sfogliando queste pagine, si ha sempre più l’impressione che, parlando di ieri, Santin e Fraccaro ci parlino soprattutto di oggi. L’oggi è nato dall’ieri. E il domani? Possibile che il domani debba nascere dall’oggi così desolato, atroce e sfibrato?
Questo fumetto non è opera di nostalgia nè di intrattenimento, anche se commuove con la rievocazione di tanto candore e appassiona nella rivendicazione di tanta tenacia, di tanta candida e tenace ostinazione a non arrendersi al pessimismo, alla viltà, all’abulia. È un’interpretazione della vita italiana dell’ultimo secolo condotta secondo un punto di parte francamente denunciato. Ma è la prova convincente che il fumetto può essere usato per narrare qualcosa di più di storielle più o meno ben congegnate, può proporsi addirittura come mezzo di studio e di lotta, come strumento per cercar di raggiungere la verità. La verità che, si sa, senza dialettica di parte è destinata a restare una fola degli ipocriti, il contrario esatto del suo significato letterale. Ecco perchè auguro a questo primo volume un successo tale da far approdare presto in libreria il secondo.
Oreste del Buono

Link Download: https://mega.nz/file/SUpVjAjB#lWADuHwNWhFKi9jYrXMG9Sht6BR2K6_XqMgkmiutygY

Note dell’Archivio
-Edizioni Antistato fece uscire solo il primo volume della biografia a fumetto su Malatesta

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Santin Fabio, Fraccaro Elis, “La rivoluzione volontaria. Biografia per immagini di Errico Malatesta”

Turcato Davide, “Leggere Malatesta”

Edito da Bruno Alpini, Imola, Dicembre 2010, 17 p.

Questa è la versione italiana riveduta di una lezione tenuta il 18 novembre 2009 presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Simon Fraser University di Vancouver, Colombia Britannica, Canada. Questo testo è un’introduzione all’anarchismo, nell’esposizione fattane da uno dei suoi massimi rappresentanti, l’anarchico italiano Errico Malatesta. Malatesta nacque nel 1853 e morì nel 1932. Fu un militante anarchico per circa sessant’anni, dal 1871, quando l’anarchismo nacque come movimento in seno alla Prima Internazionale, fino alla morte, pochi anni prima della guerra civile spagnola, che gli storici considerano il momento di massimo fulgore dell’anarchismo. La vita di Malatesta copre dunque una parte significativa della storia dell’anarchismo. Trascorse la maggior parte della sua militanza in esilio, specialmente a Londra, e fu una figura di spicco non solo del movimento anarchico italiano, ma anche dell’anarchismo internazionale. Il testo è strutturato come un commento a uno dei più noti opuscoli di Malatesta, L’Anarchia

Link Download: https://mega.nz/file/vIw3UIpL#ENR-Fur7V39egyZnx4xNUqcnD75jEXgZoetEpPLKyns

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Turcato Davide, “Leggere Malatesta”

Manni Agostino, “Non-sottomissione e carcere militare”

Edito da Edizioni SenzaPatria, Sondrio, 1989, 190 p.

Privo di retorica e denso di storia vissuta in prima persona, questo libro si confonde tra il saggio antimilitarista ed il romanzo autobiografico. La lucida e contemporanea analisi sul militarismo e la società del dominio viene così a rappresentare una affermazione di vita stimolante per idee nuove e tensioni libertarie ancora tutte da sviluppare.
Dalle nebbie dell’indifferenza, dal silenzioso isolamento del carcere militare, subito come conseguenza del rifiuto di indossare la divisa, emerge la denuncia sociale della violenza istituzionalizzata. I moderni valori democratici e la stessa repubblica italiana vengono frantumanti dall’irrecuperabile critica antiautoritaria della non-sottomissione.
Un testo, questo, capace di far riflettere ognuno di noi, pericoloso soprattutto nelle mani di nuove generazioni messe di fronte agli obblighi della naja, della coscrizione obbligatoria ed alle criminali conseguenze di ogni militarismo. È inevitabile che la negazione dello Stato di decidere sulla nostra vita e del nostro futuro attraversi come una fluida corrente le pagine di questo saggio sulla libertà.

Link Download: https://mega.nz/file/KN4XEIRL#YZ7y-SX3bluOeBMDKJU-6sQo47Ytlic0o-g9Waijx-k

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Manni Agostino, “Non-sottomissione e carcere militare”

La compagna Franca. Donna e madre in carcere

Febbraio 2011/Gennaio 2013, 12 p.

Franca Salerno, fondatrice e militante comunista dei Nuclei Armati Proletari (NAP), organizzazione combattente nata nel 1974 dalle lotte dei proletari prigionieri e dei collettivi carceri di Lotta Continua. Franca viene arrestata il 9 luglio 1975 e condannata a 18 anni di carcere per banda armata. Nella notte fra il 22 e il 23 gennaio del 1977 con Maria Pia Vianale, anche lei militante dei NAP, è protagonista di una clamorosa evasione dal carcere di Pozzuoli. Dopo la fuga i loro volti sono diffusi su tutto il territorio nazionale e per le forze di polizia la loro cattura diventa un’ossessione. La sua latitanza finisce il 1° luglio ‘77 sulla gradinata di Piazza S. Pietro in Vincoli a Roma. Con Franca vengono catturati anche Maria Pia Vianale e Antonio Lo Muscio, che viene giustiziato sul posto, mentre le due compagne vengono selvaggiamente pestate, come Franca racconterà in un’intervista rilasciata anni dopo.
“[…] loro ti cercavano, ti pedinavano e quando ti catturavano ti massacravano di botte. Per quei tempi era normale. Gridavano: “Ammazziamole, facciamole fuori”. Se non ci fosse stata la gente a guardare dalle finestre sarebbe stata un’esecuzione. A Pia hanno sparato perché si era mossa. Ricordo i loro occhi, dentro c’era rabbia e eccitazione; erano fuori di sè perché eravamo donne. Averci prese, per loro, era una vittoria anche dal punto di vista maschile. Ero incinta, avevo questo bambino in pancia e volevo salvaguardare la sua vita. Antonio era morto, Pia, ferita, era stata portata via con l’ambulanza, io ero sul selciato e gridavo: “Sono incinta”, ma da ogni autocivetta uscivano uomini e picchiavano. Sino a quando è arrivato anche per me il momento di andare in ospedale.”
Il figlio di Franca, Antonio, nasce al Fate bene fratelli di Napoli nel 1978 e dopo pochi giorni Franca e Antonio vengono portati nel carcere di Nuoro, dove viene allestita una sezione solo per lei e il bambino. Antonio rimane a Badu e Carros con Franca fino ai tre anni. Sante Notarnicola (condannato all’ergastolo alla fine degli anni ’60 per esproprio di banche, compagno della gioventù comunista di Torino–Barriera di Milano, autore di un famoso libro degli anni ’70 “L’evasione Impossibile”) ricorda l’arrivo di Franca Salerno a Badu ’e Carros, il carcere speciale di Nuoro, qualcosa di molto vicino ad un lager.
“Franca arrivò col suo bambino di pochi giorni. Occupava una sezione isolata, la vedevamo e la sentivamo. Ci fu subito la corsa a prendere le celle che davano sul suo lato. La sera si spegnevano tutte le televisioni e sul carcere calava un silenzio surreale. Cominciava così il dialogo. Anche se ero uno dei pochi compagni, e quindi avevo con lei un rapporto privilegiato, Franca era ben attenta a non trascurare nessuno. Il piccino fu subito adottato da tutta la comunità carceraria e così i pacchi di cibo che arrivavano dalle famiglie venivano mandati a lei. Una mattina, fatto insolito, Franca mi urlò dalla cella. Improvvisamente il carcere si ammutolì. Il bambino stava male e le guardie non facevano niente. Franca mi chiese di chiamare il capo delle guardie. Quel silenzio totale risuonò per loro come una minaccia. Il maresciallo arrivò di corsa chiedendoci di restare tranquilli che il medico sarebbe arrivato entro 5 minuti. Una macchina era stata spedita a prenderlo. “Avete rischiato molto – gli dissi –, siete feroci ma non potete immaginare quanto potremmo diventarlo noi per una cosa del genere”. Sante si ferma, è commosso: “Quanta forza venne dai NAP, organizzazione fatta di studenti e detenuti. Di fronte allo sfacelo che c’è oggi nelle carceri, a Franca vorrei dire ‘avevate ragione voi’”.
Franca esce dal carcere nel 1993, dopo sedici anni di detenzione trascorsi in carceri speciali.
Nel 2006 Franca subisce un grave lutto. Il 17 gennaio Antonio muore in un incidente sul lavoro. Dopo poco Franca si ammala gravemente, malattia che la porterà alla morte avvenuta il 3 febbraio 2011.

Link Download: https://mega.nz/file/CNxFnATS#8Z6c5FcKet1MYeuSlQhthA5ohlv9db3RNqRxnT2cGHE

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato | Commenti disabilitati su La compagna Franca. Donna e madre in carcere

Jackson George L., “Con il sangue agli occhi. Lettere e scritti dal carcere”

Edito da Agenzia X, Milano, 2007, 190 p.

Il volume raccoglie le lettere e i saggi di teoria politica che l’autore scrisse dopo la morte del giovanissimo fratello Jonathan, ucciso mentre tentava di liberare tre detenuti neri. George L. Jackson fece uscire clandestinamente dal penitenziario di San Quentin questo manoscritto pochi giorni prima di essere assassinato dai secondini, il 21 agosto 1971. Sepolto vivo nell’isolamento del carcere, Jackson compose un testo audace, disperato, espressione di gelido e sprezzante odio contro l’impero statunitense, un fondamentale contributo alla lotta di liberazione della “Colonia nera” che in quegli anni infuriava dentro e fuori le prigioni. Una colonia “interna” costretta in condizioni di ordinaria schiavitù, simili a quelle che molti migranti vìvono oggi nelle metropoli del capitalismo globalizzato. “Con il sangue agli occhi” offre anche spunti per decifrare la complessa grammatica del conflitto contemporaneo.

Link Download: https://mega.nz/file/GUxFBA4J#jnXFzQkL0OSCjPQntjnlxyCpbloI5Sg9eKi-2yE0Foo

Note dell’Archivio
-Traduzione del libro “Blood in my eye”, 1972

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Jackson George L., “Con il sangue agli occhi. Lettere e scritti dal carcere”

Il ciabattino ribelle, “La medaglietta e altre colpe di carcere”

Edito da Biblioteca Lux, Bologna, 1909, 50 p.

Lettore,
se incominciassi questa prefazione così: in queste pagine non cercare del poeta la visione alata, della lima le pulitezze artistiche, del verso il profumo letterario etc etc, sembrerebbe che di ciò potesse elevarsi questione; dunque…non ne abbiamo parlato!… Questi versi sono nati in carcere e stanno a dimostrare il bisogno dell’io pensante di reagire contro l’azione deprimente ed accidiosa dell’ambiente, e la necessità di esteriorizzare quel sentimento e quella sana passionalità politica che sono le Vestali della fiamma ribelle del pensiero. Solo questo!
Ora li dò alle stampe, solo perchè credo che possano aggiungere un accento di ribellione contro ipocrisie e ingiustizie di cui la misera classe operaia paga da troppo tempo le spese.
Solo per questo!
Dunque -oltre tutto- nè intenzioni, nè scopi, nè pretese letterarie e artistiche. Non ne parliamo nemmeno!…
Fuori, all’aria libera, c’è il comizio, la conferenza, il giornalismo, la dimostrazione e…il resto: dentro me la pigliai col carceriere e….colle muse!
Fu un delitto occasionale!
Fate il processo a quei sette bifolchi improvvisati giudici che mi hanno mandato in carcere questa -per ora- ultima volta, e agli altri, i giudici più o meno bifolchi; che fecero del loro meglio sempre; poichè a tutti la cecità, la paura e il loyolismo fecero credere di persuadermi…mandandomi al fresco!
Io senza di loro non avrei commesso tanti reati, mai, mai, mai!
Il Ciabattino

Link Download: https://mega.nz/file/uZ5VVQyS#P5Q1LYP1-YKTWMHsdcCkPmwd9mIfV37kRkjjlW7FPf4

Note dell’Archivio
-Il ciabattino ribelle fu uno pseudonimo utilizzato da Armando Borghi

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Il ciabattino ribelle, “La medaglietta e altre colpe di carcere”

Gallo Ermanno, Ruggiero Vincenzo, “Il carcere immateriale. La detenzione come fabbrica di handicap”

Edito da Edizioni Sonda, Torino, 1989, 148 p.

Questo libro non tratterà degli abusi, delle illegalità e violenze che quotidianamente si compiono entro le mura carcerarie. Né elencherà gli arbitrii e le torture del carcere «sporco», che denunce e riforme istituzionali, da sempre, hanno apparentemente preso di mira. I materiali che presentiamo riguardano la pena “ordinaria”, che è di per sé “straordinaria”, perché infligge patimenti e mutilazioni. Si tratta del carcere infinitamente riformato in quanto irriformabile, che produce spersonalizzazione, infantilizzazione, espropriazione del tempo e della comunicatività. Il carcere è da sempre luogo di contagio, di diffusione del morbo che, nelle diverse contingenze storiche, aggredisce i più indifesi: polmonite e scorbuto nelle prime galere, infezioni di ogni tipo, follia nella promiscuità del grande internamento, droga e A.I.D.S. nel carcere contemporaneo.
Ci siamo posti da un punto di vista strutturale e, dunque, ci siamo chiesti se al di là delle malattie sociali, di volta in volta più allarmanti, la detenzione in sé non produca dei suoi specifici handicap, in quanto “detenzione” e non in quanto luogo che l’arbitrio e la brutalità delle condizioni rendono più vulnerabile e «immunodeficiente». Inoltre ci interessava soprattutto cogliere come la «detenzione» segna le “esistenze” delle persone e non solo il loro corpo. Amleto, nei momenti più tenebrosi, afferma che «il mondo è un vasto carcere in cui sono molte celle stanze e segrete». Noi ci limitiamo a pensare che il carcere sia un mondo in sé, descrivibile in ogni sua piega attraverso il dialogo con chi lo abita. Abbiamo contratto più di un debito di riconoscenza nei confronti di chi ha reso possibile questo lavoro. All’editore siamo grati per averci “convinto” a redigere un testo non accademico ma raccontato, non rivolto agli esperti ma a tutti; gli siamo grati, insomma, per averci «imposto» uno stile che alla fine è sembrato anche a noi il più adatto. I nostri ringraziamenti vanno in eguale misura ai protagonisti di queste pagine, interlocutori anonimi, spesso adombrati dietro nomi fittizi, che ci hanno fornito materiali e testimonianze per sostanziare le nostre ipotesi di lavoro. Ricordiamo, nello specifico, per quanto riguarda la Francia, l’appoggio incondizionato fornito alla nostra ricerca da organismi quali: A.R.A.P.E.J. di Parigi (associazione di comunità alloggio) e la disponibilità degli operatori di S.R.A.I.O.S.P., primo istituto francese (e forse europeo) di assistenza polifunzionale agli ex-detenuti. Altri ringraziamenti vanno a “Medicins du monde”, gruppo di intervento sociale nel campo della medicina. Per l’Italia ci preme ricordare la collaborazione di operatori ed esperti, nonché di detenuti ed ex-detenuti, alcuni dei quali riuniti in cooperative di lavoro e in coraggiose associazioni. Diversi amici ci hanno aiutato a Londra, segnalandoci ricerche già compiute o ancora in corso. In particolare, Dan ci ha orientato nel labirinto delle corti di Highbury, dove abbiamo assistito al commercio avvilente delle pene pecuniarie tra giudici e difensori azzimati e imputati straccioni.
Una nota finale di lettura può aiutare chi si accinge a sfogliare queste pagine. Il primo capitolo consiste di nostre riflessioni generali mirate a definire la forma carcere contemporanea. Nel secondo capitolo le riflessioni si avvalgono, in qualità di sostegno, delle testimonianze dei protagonisti diretti: detenuti ed ex-detenuti. Il terzo raccoglie opinioni e analisi espresse da esperti ed operatori. Il capitolo finale è dedicato al tema dell'”abolizionismo”, ai concetti che lo sottendono, le esperienze che lo connotano e le ispirazioni che, anche nel nostro paese, se ne possono trarre in termini di prassi. A lavoro ultimato, e nonostante le lacune a posteriori che sempre si riscontrano, la nostra speranza è che si tragga da queste pagine qualche spunto e qualche riflessione avvertita, per il superamento radicale della prigione, per l’abolizione concreta delle sofferenze legali che si continuano ad infliggere.

Link Download: https://mega.nz/file/KV4T2a5C#hM5W0xiQCHdzNfbNahQ5juh2SQawSOtnYMWNu1-mQgk

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Gallo Ermanno, Ruggiero Vincenzo, “Il carcere immateriale. La detenzione come fabbrica di handicap”

Iglesias Abelardo, “Revolucion y Dictadura en Cuba”

Edito da Reconstruir, Buenos Aires, 1963, 96 p.

Scritto dall’anarchico cubano Iglesias Abelardo con prefazione di Jacobo Prince (anarchico argentino), l’opuscolo in questione è una sintesi della situazione nell’isola caraibica. Il popolo cubano, per Iglesias, era passato da una dittatura ad un’altra, mostrando come il castrismo fosse prono o subordinato ai diktat del Cremlino.
Questa testimonianza da parte di un militante di lunga data come Iglesias fa il paio alla testimonianza di tre anni prima di Souchy durante la sua visita a Cuba.

Link Download: https://mega.nz/file/fRZECRbT#-tnaXEXdLVKqU_HsQdQOt4P5BhsOXsFP-jKjxLetvZA

Note dell’Archivio
-Testo in Spagnolo

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Iglesias Abelardo, “Revolucion y Dictadura en Cuba”

Barilli Francesco, De Carli Manuel, “Carlo Giuliani. Il Ribelle Di Genova”

Edito da Becco Giallo, Sommacampagna (Vr), 2011, 176 p.

Genova, 20 luglio 2001. Durante gli scontri al vertice G8 muore un manifestante in Piazza Alimonda. Le prime testimonianze sono confuse: chi parla di un colpo di pistola, chi di un sasso, chi di un lacrimogeno.
Solo in serata, una foto dell’agenzia Reuters elimina ogni dubbio: un ragazzo di spalle (si scoprirà essere il ventitreenne Carlo Giuliani) col passamontagna e un estintore sollevato sopra la testa, e una pistola che spunta da una camionetta dei carabinieri.
A 10 anni di distanza, gli autori ripercorrono quei tragici momenti assieme ai familiari di Carlo (Haidi, Giuliano ed Elena). Non solo la cronaca di un omicidio, né una semplice contro-inchiesta: è anche – e soprattutto – il ricordo di un ragazzo nelle parole di chi lo ha cresciuto, conosciuto e amato.
“Carlo non è un martire, né un eroe, è un ragazzo che ha reagito ad una profonda ingiustizia.” Giuliano Giuliani

Link Download: https://mega.nz/file/yEAUFbIA#SU4119hAfjQSzCt-BwGfhWhhc1ahWY8gmCJtYwKFtw8

Pubblicato in Fumetti, Libri | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Barilli Francesco, De Carli Manuel, “Carlo Giuliani. Il Ribelle Di Genova”