Reclus Eliseo, “L’Anarchia. L’Anarchia e la chiesa”

Edito da Edizioni della Rivista L’Università Popolare, Milano, 1911, 44 p.

Eliseo Reclus di Luigi Molinari
Fu un Uomo Grande nel vero e completo significato della parola. Grande per integrità di carattere e per quella nobile fierezza che non s’inchina agli uomini coronati o potenti o ricchi, ma soltanto al Vero ed al Giusto. Grande per il sacrificio di tutta la sua esistenza all’ideale splendido di pace universale simboleggiato nel nome a noi tanto caro di: anarchia.
Grande per la coltura sua profondissima nel campo scientifico, tanto che l’opera sua di geografo segna nella storia della scienza un progresso enorme ed indica ai futuri nuove vie, nuovi sistemi più razionali e veramente utili, istruttivi e pratici per lo studio della geografia e della sociologia.
Nacque in Francia a Sainte-Foy le Grande il 15 Marzo 1830 e morì il 4 Luglio 1905 a Touront, vicino ad Ostenda nel Belgio. Ampie biografie furono pubblicate dalla stampa internazionale e la nostra Rivista l’Università Popolare riprodusse, tradotto in italiano, lo splendido discorso di Guglielmo de Greef, negli ultimi fascicoli del 1906.
La sua vita, dicemmo, è tutta un tessuto di operosità. I lavori scientifici numerosissimi e qualcuno di mole poderosa si alternavano cogli opuscoli di propaganda libertaria ed anche con volumi di lettura e di educazione pei giovanetti. Due di questi, La storia di un ruscello e La storia di una montagna sono veri gioielli di alta educazione morale, purtroppo però quasi ignorati dai nostri maestri italiani, i quali a torto lamentano la mancanza di libri di educazione positivista. Noi conserviamo un prezioso autografo del nostro amato Maestro e ne riproduciamo qui il testo, perchè nella semplice fierezza rivela tutto il carattere del Grande che onoriamo. Alla nostra domanda: è proprio vero che una società umana civile deve reggersi con leggi emanate da un consesso legislativo o da qualsiasi autorità? Eliseo Reclus rispose: Sì, ogni società umana ha bisogno di leggi, ma gli uomini liberi non domandano questi leggi che a loro stessi: ogni coscienza decide sovrana di sè. Quanto ai deboli, agli ignoranti, ai vili, ai disperati, che si rivolgano pure a Dio od al padrone: uniti branchi di pecore, si facciano pure guidare dal pungolo che li conduce al macello.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione dei testi:
–“L’Anarchie”, pubblicato su “Les Temps nouveaux” nel 1896
–“L’Anarchie et l’Église”, scritto insieme al fratello Paul Reclus (che usò lo pseudonimo “Georges Guyou”) e pubblicato nell’inserito de “Les Temps nouveaux” nel 1900

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Eliseo, “L’Anarchia. L’Anarchia e la chiesa”

Reclus Eliseo, “I prodotti della Terra e dell’Industria”

Edito da Luigi Bertoni, Ginevra, 1901, 32 p.

I prodotti della terra apparvero, la prima volta, in francese nel 1885; i Prodotti dell’Industria nel 1887; l’uno e l’altro a Ginevra. I documenti riprodotti si riportano naturalmente a quegli anni. Le conclusioni che l’autore ne tra non perdono nulla del loro valore, perchè, come è notorio, i prodotti dell’attività umana si accrescono ogni anno, in conseguenza delle continue applicazioni della scienza all’agricoltura e all’industria.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione dei testi:
— “Les Produits de la Terre”, pubblicato a puntate ne “Le Révolte” di Parigi (dal 23 Novembre 1884 al 15 Febbraio 1885). Successivamente venne pubblicato come opuscolo a Ginevra.
— “Les Produits de l’Industrie”, pubblicato a puntante ne “Le Révolté” di Pariti (dal 26 Febbraio al 12 Marzo 1887). Successivamente venne pubblicato come opuscolo a Parigi

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Eliseo, “I prodotti della Terra e dell’Industria”

Reclus Élisée, “Storia di un ruscello”

Edito da Eleuthera, Milano, 2005, 157 p.

L’opera ricostruisce la storia di un ruscello, metafora della vita umana, dalla nascita alla vecchiaia: prima sorgente di montagna, poi torrente “rapido e rumoroso come un giovane che entra nella vita”, infine fiume più lento, maturo, che arriva fino al mare. Pubblicato nel 1869, il volume esce nella medesima collana di libri per ragazzi del contemporaneo Jules Verne, che attinge a piene mani alle opere di Reclus per i propri romanzi d’avventura. Il libro, un classico della volgarizzazione scientifica di fine Ottocento, viene riproposto ora perché ci introduce allo studio diretto della natura, ci propone un modo di fare geografia con i piedi, con gli occhi, con i sensi, oltre che con i libri.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “Histoire d’un Ruisseau”, Bibliothèque d’education et de récréation, Parigi, 1869

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Élisée, “Storia di un ruscello”

Reclus Élisée, “Storia di una montagna”

Edito da “L’Università popolare”, Milano, 1909, 162 p.

Forse in nessuno scritto come in questa “Storia di una montagna” il grande geografo libertario riesce a tracciare il filo conduttore tra la sua costante attenzione alla libertà dei popoli e l’osservazione attenta e appassionata dello spettacolo della natura, della geografia fisica, spaziando dall’infinitamente grande al microscopico. Reclus affronta la descrizione della conformazione di vette e valli, dei fenomeni che le plasmano come le valanghe, le morene i ghiacciai, con un occhio attento per gli esseri viventi, animali e piante che quell’ambiente contribuiscono a rendere vivo; e il tutto con grande delicatezza e precisione. Pubblicato per la prima volta nel 1880 è quasi stupefacente comprendere come Reclus avesse già intravisto la non irrilevanza dei problemi che le conseguenze della ricerca insensata di uno sviluppo indissolubilmente legato al consumo sfrenato, avrebbero causato all’intera umanità. E questa intuizione ce la porge ancora intatta attraversando, a piedi, la natura che ci descrive. (a cura di Paolo Alberti)

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “Histoire d’une montagne”, “Bibliothèque d’éducation et de récréation”, Parigi, 1880, 306 p.
-In precedenza era stato pubblicato a puntate nella rivista “La Science illustrée”, 1875-1876

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Élisée, “Storia di una montagna”

Reclus Élisée, Scritti Sociali. Voll. 1-2

Edito da Edizioni Immanenza, Napoli, 2014. Vol.1: 118 p.; Vol. 2: 114 p.

Recensione di Catilina (Luigi Fabbri), estratto da “Studi Sociali. Rivista di Libero Esame”, n. 14, a. 2, 16 Ottobre 1931

Parlare sia pure in ritardo di queste edizioni è un dovere, benché il loro testo sia conosciutissimo da un pezzo e possa sembrare che ormai altro interesse non offra che quello comune della propaganda, per la quale non è difetto il ripetere la verità a coloro che non la conoscono ancora o che troppo facilmente la dimenticano. Vero è che gli scritti di Reclus sono e saranno sempre vivi, e si ripubblicheranno ogni volta non inutilmente, perchè la loro maggiore efficacia non si deve solo alla precisione scientifica del suo linguaggio ed alla forza persuasiva del suo ragionamento, ma anche e soprattutto alla infinità bontà umana che ne spira. E questo è un pregio che resterà vivo ed attivo anche quando tutti gli schemi logici e le teorie sociali fossero superate. Ma dicevamo ch’era dover nostro dir qualcosa di questa ripubblicazione, per un’altra ragione: perchè la persone dell’editore, il nome del quale non appare nei libri ma che da questi è inseparabile per le vicende che ve lo legano, e la tragedia che la travolse violentemente alla morte, fanno di questi due volumi un documento storico di singolare significato ed importanza. I lettori ne converranno quando avremo detto che l’editore di questa ultima pubblicazione italiana (purtroppo incompiuta, almeno per ora) degli scritti di Reclus, fu Severino Di Giovanni: l’anarchico che ha vissuto illegalmente nella Repubblica Argentina (in seguito ad alcuni attentati attribuitigli) per circa tre anni, cercato a morte dalla polizia, arrestato in principio di quest’anno in circostanze drammatiche, fu con processo sommario condannato da un tribunale militare alla fucilazione, affrontata da lui con coraggio leonino nella Penitenziaria di Buenos Aires il 31 Gennaio u.s..
Chi scrive queste righe deve lealmente dire che, vivo il Di Giovanni, era da lui diviso da un dissenso profondo e radicale sia sul modo di concepire l’anarchismo, sia ed anche di più sui criteri pratici di lotta e di azione. Era come se andassimo per vie diverse e lontane; e qualche fatto assai doloroso aveva aumentata ancor più tale lontananza. Debbo aggiungere che, se si dovesse discutere ancora di quelle idee e criteri e fatti, il dissenso resterebbe il medesimo. Ma questo, qui, non importa. La morte ha superato i dissensi dei vivi; e qui ci occupiamo di una cosa, la pubblicazione degli scritti di Eliseo Reclus, intorno a cui nessun dissenso è possibile.
Ebbene, quello che vogliamo ricordare in modo che non sia dimenticato, poiché non ci pare che alcuno abbia parlato fin qui d’un particolare tanto importante, è che Severino De Giovanni è andato incontro al sacrificio, lo ha reso inevitabile, proprio perché volle a forza continuare, malgrado i consigli in contrario che non gli mancarono, ad occuparsi personalmente degli scritti di Eliseo Reclus. Egli ne curava amorosamente la raccolta, le illustrazioni, la scelta della carta, la correzione del le bozze, gli abbellimenti tipografici, ecc. Frugava biblioteche, pubbliche e private, scriveva a tutti (anche avversari) per procurarsi vecchie stampe, era di continuo in tipografia (proprio nel centro di Buenos Aires) a sorvegliare le sue edizioni; e ciò proprio nel periodo più tragico per l’Argentina, mentre la dittatura militare diventava sempre più liberticida, arrestava tutti gli anarchici che poteva trovare, e dava proprio a lui la caccia più insistente, dopo il colpo di mano militaresco del 6 settembre. Se il Di Giovanni non si fosse occupato di tutto ciò, che lo esponeva di continuo a tutte le insidie e ricerche del nemico, si sarebbe salvato di certo, poiché era furbissimo. Invece… E fu arrestato, dopo un inseguimento a revolverate, proprio mentre usciva dalla tipografia, dov’era in corso di stampa il III volume degli scritti di Reclus.
Non avevamo dunque torto ad attribuire a questa edizione quell’importanza speciale di cui parlavamo in principio. Poco diremo del suo valore intrinseco: è veramente una bella edizione, elegante. ed accurata, oltre che abbellita da fregi artistici e arricchita di numerose fotografie di Eliseo Reclus, prese in diversi periodi della vita di questi. Purtroppo il III volume, già completo e sotto i torchi, non fece a tempo a ultimarlo; e la polizia ha sequestrato e distrutto tutto, compresa una quantità di copie del 1 e 2 volume. Di questi ultimi però l’editore aveva per fortuna fatto a tempo a mandarne. un discreto numero all’estero, prima del suo arresto; e se ne può chiedere al “Risveglio” di Ginevra, all””Adunata dei Refrattari” di New York, ed anche qui in Montevideo all’indirizzo di Juan Campiglia, calle Piedad, 1305. Gli scritti contenuti nei due volumi pubblicati
sono i seguenti. Nel I volume: “Impressioni e ricordi su Reclus di Luigi Galleani; “L’evoluzione, la Rivoluzione e l’Ideale Anarchico” (che é il lavoro più importante di dottrina anarchica del Reclus) e “Il Popolo e l’Arte”.
Nel secondo volume: “Eliseo Reclus” note biografiche di Giacomo Mesnil: “Sviluppo della libertà nel mondo”: Ció che si legge nella storia”; “L’ideale del giovani”; “L’Anarchia”; “L’evoluzione legale e l’Anarchia”; “L’Anarchia e la Chiesa”; “Unione libera”; “Patria e Umanità”; “La Città del buon accordo”; “L’Internazionale”. Com’é stato già pubblicato in altri periodici anarchici, in intenzione di Di Giovanni era di pubblicare in altri volumi di “Scritti Social” tutto il resto di opuscoli e articoli di Reclus di carattere anarchico, e quindi anche brani, pagine o intere parti degli altri suoi lavori di carattere scientifico e dell’epistolario in cui Reclus parlasse di anarchia o sviluppasse, sia pure incidentalmente, il suo pensiero libertario e rivoluzionario. Peccato che un’iniziativa cosí utile sia stata troncata all’inizio, e cosí tragicamente! Ma non v’é nessun editore: di buona volontà e di coraggio, persona o gruppo che sia, il quale voglia e possa riprendere una cosi bella iniziativa e condurla a termine? Poiché, se completata, l’edizione riunita degli scritti anarchici di Reclus colmerebbe veramente un vuoto nella nostra letteratura di partito, non solo italiana ma internazionale.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Ne “L’Adunata dei Refrattari” del 16 Agosto 1930 venne pubblicata l’uscita del Primo Volume di Scritti Sociali, seguita da una richiesta degli editori: “Noi domandiamo la collaborazione e la cooperazione dei compagni sia per la raccolta dei vecchi scritti, sia per la diffusione di quest’opera utilissima.” Nei successivi numeri de “L’Adunata”, comparve sia la pubblicità del Primo Volume (24 Gennaio 1931) che l’uscita del Secondo Volume (17 Gennaio 1931). Riguardo il Terzo Volume, sempre nel numero del 17 Gennaio, vengono riportati i titoli (14 per l’esattezza) che erano in procinto di essere tradotti. Nel numero del 31 Gennaio 1931 si apprende che il Terzo Volume fosse stato stampato e in fase di rilegatura. Sempre in questo numero viene riportato che “per incominciare il quarto non abbiamo altro materiale che i 32 titoli sopra elencati, ma ci mancano i testi, cioè non abbiamo nulla in una parola. “
Il sequestro e la distruzione del Terzo Volume e la repressione ai danni di Di Giovanni e compagni, pose fine a questo progetto editoriale.

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Élisée, Scritti Sociali. Voll. 1-2

Reclus Élisée, “Natura e Società Scritti di Geografia Sovversiva”

Edito da Eleuthera, Milano, 1999, 288 p., Prima Edizione

Di “geografia sovversiva”, a proposito di Elisée Reclus, si può parlare in almeno due sensi. Nell’uno – più proprio – perché Reclus, oltre a essere un grandissimo geografo, è stato anche un notissimo “sovversivo”, comunardo dapprima e anarchico poi, e autore di articoli e opuscoli rivoluzionari. Ma si può parlare di geografia sovversiva reclusiana anche in un altro senso, più “disciplinare”. Reclus sovvertì letteralmente la geografia: fu uno dei geografi – probabilmente il più geniale – che portò la disciplina geografica da una concezione prevalentemente fisica e politica a una concezione in cui gli elementi fisico-naturali sono strettamente intrecciati a quelli sociali e antropologici. Un vero e proprio “ecologista sociale” ante litteram, secondo John P. Clark, curatore del volume.

Link Download

Note dell’Archivio
-Le traduzioni sono state curate nel seguente modo: Introduzione da parte di Amedeo Bertolo e Guido Lagomarsino; i testi antologici da parte di Eva Civolani e Antonietta Gabellini; “Evoluzione delle città” da parte di Pier Luigi Errani
-Note sui Testi antologici:
–Il progresso. “Questo brano corrisponde integralmente all’ultimo capitolo («Le Progrès») di L’Homme et la Terre, vol. VI, pp. 501-541. È una delle trattazioni più ampie della concezione reclusiana della natura umana, dello sviluppo storico e dei valori sociali.”
–Il sentimento della natura. “Il brano qui riprodotto è la terza parte del saggio Du Sentiment de la nature dans les sociétés modernes, «La Revue des Deux Mondes», 1866, pp. 371-381. È un buon esempio di quel «sentimento della natura», per l’appunto, che Reclus già dimostrava nei suoi primi scritti”
–L’evoluzione delle città. “Questo brano è stato dapprima pubblicato come articolo [The Evolution of Cities, «Contemporary Review», vol. 69 (1895), pp. 246-264], poi è stato in larga parte ripubblicato in L’Homme et la Terre, vol. V, pp. 335-376 e vol. I, pp. 190-194.”
–Evoluzione, rivoluzione e ideale anarchico. “Il 5 febbraio 1880 Reclus tiene a Ginevra una conferenza dal titolo Évolu- tion et Révolution che fu pubblicata dapprima sul giornale «Le Révolté» e poi ristampata in opuscolo. Molti anni dopo Reclus riprese e ampliò l’argomento fino a farne un libro, L’Évolution, la Révolution et l’idéal anarchique (Stock, Parigi 1898). Paul Reclus nella sua biografia osserva che si tratta dell’unica opera a largo respiro sulla «questione sociale». Questo capitolo è costituito da brani scelti da quel libro.”
–Lo Stato moderno. “I brani seguenti sono tratti dal capitolo intitolato «L’État Moderne» di L’Homme et la Terre, vol. VI, pp. 171-177, 188-196, 214-223.”
–A mio fratello contadino. “Questo capitolo è la traduzione parziale dell’opuscolo A mon frère le pay- san, Éditions des Eaux Vives, Parigi 1893, pp. 6-16. Secondo Paul Reclus, «venne tradotto in una dozzina di lingue europee, compresi due dialetti bretoni». Pur essendo quest’opera minore un classico della propaganda anarchica che mostra tutte le caratteristiche retoriche proprio al genere, è comunque di un certo interesse per le sue considerazioni sui rapporti tra capitalismo e razionalità tecnologica.”
–Cultura e proprietà. “Alcune delle più estese riflessioni di Reclus sulle forme storiche della pro- prietà si trovano nel capitolo VI («Culture et proprieté») de L’Homme et la Terre, dove tratta delle differenze tra proprietà fondiaria piccola e grande, pro- prietà comunale e individuale, pratiche cooperative e competitive. I brani seguenti sono stati presi da quel capitolo (pp. 268-271, 278-285) e includono alcuni dei più eloquenti elogi della cooperazione e alcune delle più aspre criti- che della concentrazione del potere economico.”
–Sul vegetarianismo. “Questo scritto,qui pubblicato quasi integralmente, apparve dapprima in inglese su «The Humane Review», vol. 1, gennaio 1901, pp. 316-324, mentre la versione francese fu pubblicata successivamente, nello stesso anno, in «La Réforme alimentaire», marzo 1901, pp. 37-45. Il testo fu poi ristampato come opuscolo sia in francese sia in inglese ed è circolato fino ai nostri giorni.”

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Élisée, “Natura e Società Scritti di Geografia Sovversiva”

Reclus Élisée, “L’origine animale dell’uomo”

Opuscoletto pubblicato in allegato all’ “Almanacco popolare socialista 1897”, Torino, 1897, 6 p.

Link Download

Pubblicato in Articoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Élisée, “L’origine animale dell’uomo”

Reclus Élisée, “L’ideale e la gioventù”

Edito da La Gatera, Brembio, 2005, 29 p.

Introduzione
“Noi osiamo pensare che la vita d’una persona come Élisée Reclus, i cui meriti nella letteratura e nelle scien­ ze sono riconosciuti da tutta la società colta, appartenga non soltanto al suo Paese natale, ma anche alla comunità culturale del mondo intero. Noi siamo persuasi che i la­vori scientifici di Reclus, pubblicati finora, rappresenti­ no una garanzia, per il futuro, di nuove opere consisten­ti, ed è perciò che la Francia, condannando un tale indi­viduo ad un silenzio forzato o costringendolo a languire nell’inattività lontano dai centri di cultura, infligge a se stessa una grande perdita e diminuisce la sua influenza morale sul mondo intiero” – così si esprimevano in una petizione del 17 marzo 1872 Darwin, Welles, Carpenter e numerosi altri intellettuali, chiedendo al governo fran­cese la liberazione d’Élisée Reclus condannato alla de­portazione dopo la Comune di Parigi. Jean Jacques Élisée Reclus nacque in Francia a Sain­te-Foy la Grande (Gironda) il 15 marzo 1830. Fu il se­condogenito di un pastore protestante, che ebbe dodici figli parecchi dei quali acquisirono una certa celebrità come letterati, politici e nelle professioni intellettuali. La sua educazione iniziò nella Prussia renana, continuò nel collegio protestante di Montauban e fu completata presso l’università di Berlino, dove Reclus fu allievo del geografo Karl Ritter. Allontanatosi dalla Francia dopo il colpo di stato di Luigi Napoleone del 2 dicembre 1851, passò i successi­ vi sei anni visitando le Isole Britanniche, gli Stati Uniti, l’America Centrale e la Colombia. Ritornato a Parigi, collaborò con un grande numero di articoli, che delinea­ vano i risultati del suo lavoro di geografo, a diversi pe­riodici tra i quali le riviste Revue des deux mondes e Tour du monde. Pubblicò Histoire d’un ruisseau, in cui tracciava lo sviluppo di un grande fiume dalla sorgente alla foce, e nel 1867-68 La Terre; description des phé­ nomènes de la vie du globe, in due volumi. Durante l’assedio di Parigi, partecipò alle azioni con­ dotte da Nadar con un pallone aerostatico e prestò servi­ zio nella Guardia Nazionale, mentre come membro del­ l’Association Nationale des Travailleurs pubblicò in Cri du Peuple un manifesto ostile contro il governo di Ver­sailles in relazione all’insurrezione comunista del 18 marzo 1871. Il 5 aprile fu incarcerato e il 16 novembre fu condannato alla deportazione a vita, sentenza che fu commutata nel gennaio 1872, soprattutto per le pressio­ni provenienti dall’Inghilterra, nell’esilio perpetuo. Dopo una breve visita in Italia si stabilì a Clarens in Svizzera, dove riprese la sua attività letteraria, realiz­zando, dopo l’Histoire d’une montagne, la sua monu­mentale La Nouvelle Géographie universelle, la terre et les hommes, in 19 volumi.
Nel 1882 Reclus promosse il “Movimento contro il matrimonio” e in conformità con esso permise che le sue due figlie si sposassero senza alcuna ratifica civile o religiosa. Un passo che creò non poco imbarazzo ai molti suoi sostenitori e che fu seguito dal processo, isti­tuito dal governo presso l’Alta Corte di Lione, contro gli anarchici, membri dell’Associazione Internazionale, di cui Reclus ed il principe Kropotkin furono indicati come i due capi organizzatori. Kropotkin fu arrestato e con­ dannato a cinque anni di carcere, Reclus, residente in Svizzera, fuggì. Dal 1892 occupò la cattedra di geografia comparativa presso l’università di Bruxelles e diede il suo contributo alla scienza con numerose ed importanti memorie pub­blicate da periodici scientifici francesi, tedeschi ed inglesi. Poco prima della morte, completò L’Homme et la terre. Reclus morì a Thorout, vicino Bruges, il 4 luglio 1905. L’Idéal et la Jeunesse fu pubblicato nel giugno 1894 sul n° CXIV de La Société Nouvelle. L’anno dopo, 1895, Liberty Press pubblicò a Londra la sua traduzione con il titolo The Ideal and Youth. Rispetto all’originale, il testo inglese presenta alcune differenze: è meno diret­to, meno implicito ma più didascalico con aggiunte esplicative anche significative. Valga l’esempio seguen­te: là dove il testo francese recita “Nous arrivons à ce moment critique de la vie sociale où le monde va tour­ ner sur son axe!”, quello inglese traduce sì “Now at last the world is going to revolve on its own axis”, ma per spiegare quel “momento critico della vita sociale” espli­ cita “and the workers of the world are going to take their affairs into their own hands”. Proprio per la caratteristi­ca evidenziata, con una scelta forse criticabile, è stato privilegiato nella traduzione il testo inglese, usando il testo originale là dove la versione londinese rischia di diventare a sua volta oscura per una sorta di eccesso di zelo esplicativo. Nel libro, Élisée Reclus fustiga nei giovani del suo tempo la mollezza, la mancanza d’entusiasmo e d’ener­gia, d’ideale per dirla in una parola; e critica i metodi d’educazione, in particolare dell’università. La volontà di migliorarsi, di cambiare il mondo sono normalmente sacrificati alla sottomissione ed al gusto del guadagno. Ma Reclus annuncia una nuova era. Il libro, nonostante l’età, ha ancora, mutatis mutandis, una fresca attualità.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione dell’articolo “L’Idéal et la jeunesse”, pubblicato ne “La Société nouvelle”, année 10, tome 1, 1894 (p. 729-739).

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Reclus Élisée, “L’ideale e la gioventù”

Mbah Sam, Igariwey I.E., “Anarchismo in Africa. Storia, movimenti e prospettive”

Edito da Edizioni Immanenza, Napoli, 2017, 229 p.

Estratto dal paragrafo “La condizione africana”
[…]Oggi l’Africa giace a terra, debole e sanguinante, attaccata da ogni fronte, vittima delle ambizioni del capitalismo e, in larga misura, del socialismo di Stato[…] La miseria della maggioranza deriva dall’opulenza dei pochi ai quali il controllo sui prodotti e sulle risorse sociali, unitamente alla forza del capitale internazionale, conferisce virtualmente un potere sulla vita e sulla morte della maggioranza della popolazione[…] Nel lungo periodo l’obiettivo di dar vita a una società autogestita, che nasca dalla libera volontà dei suoi membri e sia priva di controllo e irreggimentazione autoritaria, è tanto suggestivo quanto realizzabile[…] Ho evidenziato in modo chiaro come l’anarchismo inteso come ideologia, corpus di ideali e movimento sociale sia qualcosa di molto distante dall’Africa[…] Tuttavia, l’anarchismo inteso come forma di organizzazione sociale e come base per sulla quale costruire un assetto sociale ci è tutt’altro che estraneo e, anzi, costituisce parte integrante della nostra esistenza come individui.[…]

Link Download

Nota dell’Archivio
-Traduzione del libro “African Anarchism: The History of A Movement”, Sharp Press, 1997

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Mbah Sam, Igariwey I.E., “Anarchismo in Africa. Storia, movimenti e prospettive”

Pernicone Nunzio, “Italian anarchism. 1864-1892”

Edito da Princeton University Press, Princeton (New Jersey), 1993, XIV+326 p.

Gli storici hanno spesso descritto l’anarchismo italiano come un movimento sociale marginale, destinato a soccombere alle proprie contraddizioni ideologiche una volta modernizzata la società italiana. Sfidando tali interpretazioni convenzionali, Nunzio Pernicone fornisce un quadro solidale ma critico dell’anarchismo italiano: ripercorre l’ascesa, la trasformazione e il declino del movimento dal 1864 al 1892. Basato su ricerche d’archivio originali, il suo libro descrive gli anarchici come rivoluzionari unici e affascinanti – i quali erano una componente importante della sinistra socialista italiana di tutto il XIX secolo e oltre.
L’anarchismo in Italia sorse sotto l’influenza del rivoluzionario russo Bakunin, trionfò sul marxismo come forma dominante del primo socialismo italiano e soppiantò il mazzinianesimo come avanguardia rivoluzionaria italiana.
Dopo aver formato nel 1872 una federazione nazionale dell’Internazionale Antiautoritaria, gli anarchici italiani tentarono diverse insurrezioni; ma la loro organizzazione venne soppressa. Negli anni ’80 dell’Ottocento il movimento era diventato atomizzato, ideologicamente estremo e sempre più isolato dalle masse. Il suo leader più importante, Errico Malatesta, tentò ripetutamente di rivitalizzare il movimento come forza rivoluzionaria. Ma i dissensi interni e la repressione governativa soffocarono ogni rinascita e fecero precipitare l’anarchismo italiano nel declino. Anche dopo la loro esclusione dal Partito Socialista Italiano nel 1892, gli anarchici rimasero un elemento attivo e influente a intermittenza nella sinistra socialista italiana. Come tali continuarono ad essere temuti e perseguitati da ogni governo italiano.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Libro in Inglese

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Pernicone Nunzio, “Italian anarchism. 1864-1892”