Bonanno Alfredo Maria, “La rivoluzione illogica”

Edito da Edizioni Anarchismo, Catania, 1984, 126 p.

La lotta rivoluzionaria è un evento contraddittorio. Diviso tra la necessità quantitativa e l’attesa di una modificazione qualitativa, questo evento finisce per conquistarsi una sua logica, fondandola proprio sulla contraddittorietà delle forze che riassume e mette in campo. Questo libro approfondisce la critica della concezione stalinista della lotta armata, indicando le condizioni di una ricostruzione libertaria del­ l’intervento rivoluzionario. Ma, nello stesso tempo, tratteggia gli altri aspet­ti che, spesso, sono stati trascurati: lo scontro di classe, la violenza rivolu­zionaria, la funzione delle organizzazioni specifiche armate, la lotta contro il consenso. Nella strategia del potere si può inserire ancora la variabile rivolu­zionaria capace di sconvolgere ogni progetto di dominio e ogni programma di pace sociale. Ancora una volta il lavoro del rivoluzionario è quello di fomentare la guerra sociale.

Link Download

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “La rivoluzione illogica”

Bonanno Alfredo Maria, “E noi saremo sempre pronti a impadronirci un’altra volta del cielo Contro l’amnistia”

Edito da Edizioni Anarchismo, Trieste, Novembre 2013, 56 p., Terza Edizione

Nota introduttiva alla terza edizione
Collocato in un momento in cui la turbolenza del fare stava cedendo il passo a quella, solitaria e sconsolata, del dire, questo scritto, pur non potendo fare altro da quella che è la propria natura, affidandosi cioè alla parola, traditrice consueta di tanti buoni propositi, pone la parola fine a un indecente dibattito riguardante la sorte di quattromila compagni prigionieri.
Il tempo trascorso, quasi trent’anni, non consente di cogliere il clima bruciante di quei giorni, ma i lettori che oggi si accostano a queste righe dovrebbe fare uno sforzo, importante per capire le motivazioni che stavano – e continuano a stare – alla base del nostro rifiuto di qualsiasi accomodamento. Sullo sfondo il possibilismo dei vari Scalzone e Negri, abietto come ogni venire a patti, con in più la pesantezza di un imporre, dall’alto del proprio scientismo senza appelli, la conoscenza dell’assoluto.
La strada da percorrere è ancora lunga e, anche oggi, non si vedono chiarezze in giro. Non solo, ma qualcuna di quelle figure disgustose, blateranti chiacchiere su di una resa necessaria a causa di una guerra ormai perduta, torna qualche volta in circolazione e viene a carpire la buona fede di molti compagni.
Che questo scritto, ormai appartenente al passato, contribuisca a dare a ognuno il suo.
Trieste, 4 novembre 2011
Alfredo M. Bonanno

Link Download

Nota dell’Archivio
-Prima Edizione: Anarchismo, Catania, 1984
-In questa edizione mancano l’introduzione di Pierleone Porcu e la nota di Paolo Ruberto

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “E noi saremo sempre pronti a impadronirci un’altra volta del cielo Contro l’amnistia”

Bonanno Alfredo Maria, “Sicilia. Sottosviluppo e lotta di liberazione nazionale”

Edito da Sicilia Punto L Edizioni, Ragusa, 1982, 192 p.

Introduzione
Come una crisalide che non riesce a diventare farfalla l’analisi più diffusa che oggi possediamo sulla Sicilia si dibatte all’interno del bozzolo del sottosviluppo senza essere capace di spezzarlo. I presupposti economicisti impediscono quegli indispensabili approfondimenti che farebbero vedere l’arretratezza di questa analisi consentendo a molti altri elementi – finora esclusi o considerati di poca importanza — di far valere tutto il loro peso come variabili so­ciali: la cultura, la lingua, le tradizioni, i sentimenti, la sofferenza, le speranze. Anche gli anarchici, per quanto immuni dal difetto economicista, non hanno saputo dar conto delle condizioni effettive che per­petuano lo sfruttamento in Sicilia. In tal senso questo libro, con tutti i suoi limiti, può considerarsi come un primo organico tentativo di colmare una lacuna. Ecco perché l’analisi del sottosviluppo è stata qui abbozzata partendo dall’insieme dei modi di produzione siciliani posti in rela­zione alle oggettive situazioni culturali, demografiche, etniche ed ambientali. Ciò è stato possibile in quanto contemporaneamente si è sviluppata una critica approfondita del modello mafioso che agisce in Sicilia a diversi livelli: a livello di gestione di potere e a livello di sopportazione dello sfruttamento. Una migliore conoscenza della mentalità della delega e della vendetta (substrato del modello mafio­so) ha reso possibile la scoperta dei rapporti in cui il clientelismo di fondo si pone con le strutture economiche della produzione. Infine, le particolari condizioni culturali in cui si realizza in Sicilia l’elabo­razione delle ideologie, ha consentito di chiudere il cerchio dell’ana­lisi individuando nel ceto intellettuale isolano — gestore e custode di tali ideologie – l’elemento che garantisce l’adeguamento dei mo­di di produzione ai gruppi di potere. Un posto di particolare rilievo occupa inoltre l’analisi sul problema dei missili a Comiso, ricollegandosi alle ricerche e ai documen­ti riguardo la presenza delle forze armate USA in Sicilia essa si al­larga ai più ampi problemi dell’antimilitarismo anarchico e alla critica delle iniziative e delle ipotesi analitiche che sono state sviluppa­ te dalle forze della sinistra italiana e dagli stessi anarchici, critica che si conclude con un’approfondimento metodologico e una proposta organizzativa. L’altro versante del libro è dedicato ai problemi della lotta di liberazione nazionale. Le posizioni degli anarchici su questo delicato argomento non sono sempre state chiare, almeno dopo la parentesi della rivoluzione spagnola. Qui si tenta, per la prima volta, sviluppan­do le ricerche precedentemente pubblicate su diverse riviste anarchi­che, di dare una visione quanto più completa possibile della possi­bilità e degli sbocchi della lotta di liberazione nazionale in una situa­zione specifica come quella siciliana. Il libro ha infine un’ambizione, forse malriposta, ma comunque dettata dalle migliori intenzioni: quella di contribuire all’allargarsi del dibattito sulla condizione siciliana, perché dalle chiarifica­zioni che ne possono scaturire si mettano in moto quelle forze – e in primo luogo le forze anarchiche — che hanno realmente la volontà di lottare per la costruzione di una società senza servi e senza pa­droni. E poiché da un punto della catena si dovrà pur cominciare, scegliere l’anello più debole e su questo colpire con più forza e determinazione, non è certo da considerarsi una cattiva idea.
Catania, 22 aprile 1982

Link Download

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “Sicilia. Sottosviluppo e lotta di liberazione nazionale”

Bonanno Alfredo Maria, “Movimento e progetto rivoluzionario”

Edito da Edizioni di Anarchismo, Catania, 1977, 224 p.

Nota introduttiva alla prima edizione
I testi inclusi nel presente volume sono tutti indirizzati ad approfondire il problema dei rapporti tra movimento degli sfruttati e movimento rivoluzionario anarchico. La conclusione a cui sono giunto è molte semplice e costituisce il punto di partenza di una riflessione che propongo a tutti i compagni: non è nel chiuso del movimento specifico che si lavora per la rivoluzione, ma al di fuori, in quella realtà delle lotte che, in questo momento, non ci vede presenti. In questo senso, il movimento anarchico italiano ha ancora molto da fare. Davanti all’incalzare della situazione, diventa urgente che tutti i compagni anarchici, sinceramente rivoluzionari, riflettano sui modi e sulle condizioni di organizzarsi per contribuire all’estendersi, in senso libertario, della presente situazione di crisi e di disagio. È finito il tempo delle titubanze e delle attese, chi è disponibile per la lotta rivoluzionaria si cerchi i suoi compagni e non indugi aspettando un segno o un chiarimento da parte del movimento specifico.

Link Download

Nota dell’Archivio
-Come riportato nella Nota del libro: “I testi pubblicati sono tutti inediti a parte i seguenti:
– Movimento fittizio e movimento reale è costituito dalla rielaborazione degli ar­ticoli apparsi su «Anarchismo»: Movimento fittizio e movimento reale (1976,
pp. 129 sgg.I; Ancora sul movimento fittizio (1976, pp. 240 sgg.); Verso la realtà
delle lotte, (1977, pp. 82 sgg.)
– Informazione rivoluzionaria anarchica, apparso sulla stessa rivista, 1977, pp.24 sgg.
– La prospettiva autogestionaria, apparso sempre su «Anarchismo», (1977, pp. 1 sgg.)
Lo stesso testo è stato pubblicato da Tribune Anarchiste Communiste, (1977, n. 19).
– Guerra di classe è apparso su «Anarchismo» (1975, pp. 195 sgg.).”

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “Movimento e progetto rivoluzionario”

Bonanno Alfredo Maria, “La gioia armata”

Edito da Edizioni Anarchismo, Trieste, Novembre 2013, 46 p., Terza Edizone

Nota introduttiva
Quella che esce adesso è la seconda edizione vera e propria di questo libretto. Dal settembre 1977, data della prima edizione, uscita in settemila copie, a causa dei diversi processi conclusi in Corte di Appello a Catania il 30 novembre 1979 con una condanna a un anno e mezzo di carcere per incitamento alla rivolta e propaganda sovversiva, ci sono state soltanto ristampe e riproduzioni clandestine. Le ristampe, esattamente identiche l’originale per non incorrere nei rigori della legge, pubblicate a cura delle Edizioni Anarchismo, sono state dodici per complessive centodiecimila copie, le riproduzioni più o meno clandestine sono state almeno cinque, contando ovviamente solo quelle di cui siamo venuti a conoscenza. A parte vanno indicate, come abbiamo fatto a p. 4, le traduzioni in lingue diverse dall’italiano. Anche di queste edizioni solo alcune sono a nostra conoscenza.
Credo che sia il libretto mio più diffuso e continuamente letto, malgrado i trent’anni dalla sua stesura. Non è poco, considerando l’evolversi della realtà e il mutare delle concezioni teoriche che accompagnano la vita di ogni anarchico e di ogni rivoluzionario. Non è poco che questo testo mantenga ancora la sua freschezza e la sua leggibilità.
Proprio per non modificare le condizioni di lettura non sono state apportate correzioni di alcun genere, nemmeno di formulazione letterale.
Che la civetta continui a volare.
Trieste, 23 febbraio 2007
Alfredo M. Bonanno

Link Download

Note dell’Archivio
-Prima Edizione: Settembre 1977

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “La gioia armata”

(a cura di) Bonanno Alfredo Maria e Calì Santo, “Leccaculi e delinquenti. Quindici scritti fascisti di cui suggeriamo la rilettura “

Edito da Edizioni Anarchismo, Trieste, Maggio 2015, 96 p., Seconda Edizione

Nota introduttiva alla prima edizione
La Casa Editrice Feltrinelli ha pubblicato negli ultimi giorni del dicembre 1971 un volume dal titolo Eia, Eia, Eia, Alalà!, una scelta accurata della stampa italiana sotto il fascismo dal 1919 al 1943. Il prezzo eccessivo e la eccessiva incrostazione dottrinale che i curatori hanno voluto dare all’iniziativa, due cose che a nostro avviso concorrono insieme a distogliere il lettore, che alla scarsezza di mezzi finanziari accomuna la non dimestichezza nel districarsi tra le artificiosità letterarie, ci hanno spinto a fare una piccolissima raccolta, agile e spedita, senza troppe pretese, senza apparato critico, ma con due scopi ben precisi:
1) Riportare i testi di personaggi, per la maggior parte tuttora viventi, scritti durante il fascismo, testi di osanna al regime in forma decisamente spudorata. Questi personaggi hanno tutti, oggi [1971], in un clima generalmente antifascista, una più o meno grande influenza sull’opinione pubblica, ed è quindi giusto che quest’ultima sappia con chi ha da fare.
2) Indicare la pericolosità di alcuni giornalisti che oggi tengono banco e addirittura si atteggiano a moralisti del paese, di alcuni professori che ancora blaterano dalle cattedre, di alcuni politici che siedono in Parlamento e che si apprestano a vestire cariche sempre maggiori, di alcuni delinquenti che camuffano il loro attuale fascismo (in definitiva poi sarebbero i soli conseguenti) con le mentite spoglie dei giochetti di parole e delle rinnovellate sigle tipo MSI o Avanguardia Nazionale o Ordine Nuovo.
Come si vede non ci poniamo scopi storici o documentaristici, per cui, al di là dell’indicazione della fonte, non aggiungeremo commenti riguardo il clima o i motivi che dettarono quegli scritti. Nella maggior parte dei casi ci troviamo davanti a capolavori di servilismo ottuso che il lettore potrà benissimo valutare da sé.
Catania, 17 dicembre 1971
Alfredo M. Bonanno – Santo Calì

Link Download

Nota dell’Archivio
-Prima edizione: Edizioni Underground – La Fiaccola, Dicembre 1971

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su (a cura di) Bonanno Alfredo Maria e Calì Santo, “Leccaculi e delinquenti. Quindici scritti fascisti di cui suggeriamo la rilettura “

Bonanno Alfredo Maria, “Autogestione e anarchismo”

Edito da Edizioni Anarchismo, Trieste, Dicembre 2013, 336 p., Terza Edizione

Introduzione alla terza edizione
I clamori dell’attenzione di chi pensa sempre di stare sulla cresta dell’onda si sono spenti sul problema autogestionario. Non se ne parla. I reduci sono tornati ai vecchi baloccamenti e si limitano a raccontare le passate glorie, infiocchettando il racconto con qualche esagerazione che tanto non guasta. I fronzoli si sa è meglio che siano sovrabbondanti.
Andando al nocciolo delle cose il problema dell’autogestione, prima o poi, si ripresenterà. Macchiato sanguinosamente dalla protervia dei padroni, che considerano questa via come una sorta di tesoretto di riserva, oppure esaltato dal movimento insurrezionale del futuro che, pagando ancora una volta col proprio sangue, finirà per riscoprire quello che il passato ci ha messo sotto gli occhi, sotto i nostri occhi miopi.
Mi viene voglia di tagliare qui l’argomento, che troppo stanco sono di pestare acqua nello stesso mortaio e troppo stanchi dovrebbero essere i miei pochi lettori di guardare il mio tramestio indaffarato. Eppure i sogni sono sempre qui, compagni insofferenti di viaggio, si agitano e sbuffano e vogliono dire la loro e non accettano di essere messi da parte.
Ancora una volta tocca alla parola, alla mia parola, e tocca pure al problema dei miei rapporti con la parola, con quello che con la parola riesco a dire (o a non dire).
La memoria, le tecniche della memoria, aumentano la capacità di sentirmi padrone di me stesso, anche ora che sono avanti con gli anni questo convincimento, se si preferisce, questa illusione, non mi abbandona. L’esperienza della LIP in Francia, ad esempio, un momento, uno dei miei migliori momenti, andato perduto per sempre, è qui, accanto a me che scrivo queste righe, adesso, ed è arrivato attraverso una fessura del tempo troppo sottile per farci passare un supporto fisico differente dalla memoria.
Per evitare che questo miracolo fuoriesca e vada perduto lo devo vestire con le parole, e qui la confezione è un procedimento d’amore, quindi una commistione di coraggio e avventatezza, di eccesso e di coinvolgimento.
La parola ha così un tempo nuovo da proporre, e lo coordina con un luogo nuovo che dall’assenza si sposta sul futuro, in un avvento possibile che dal passato riceve il legame della rammemorazione. Ogni ritorno su queste progressioni nuove ha una base tautologica che concresce su se stessa, fondamento di novità e reiterazione, aspettativa e disinganno, falsità e corteggio globale di modulazioni sempre differenti.
Questa vita interna alla parola approfondisce gli intrecci e i ritmi li modula in una maniera più ampia, regolando con le proprie pulsazioni sia il riferimento all’esperienza diversa, ora assente, sia l’orizzonte dell’attesa, ora presente, senza che il destino possa non corrispondere al gioco delle possibilità. Più questo intreccio si arricchisce di volute che appaiono perfino chiuse in se stesse, prive di sbocchi, false e depistanti, e più l’infallibile risposta del destino si approssima a realizzarsi. La parola mi dice che l’attesa è vicina a vedere compiersi la possibilità del tempo nuovo.
Datazione di testi, collocazione di date tra parentesi quadre, è come aggirarsi nei viali dei cimiteri. Eppure non è soltanto così. C’è in tutto questo una nuova sfida. La chiarezza è la degna comare dell’imbroglio. Le parole hanno una profondità che non lascia tracce alla superficie, esse appaiono così disseccate in una sorta di insipidezza che le colloca nella formalina dei vocabolari, cimiteri, questi sì, del di già detto. Eppure, non appena si solleva un primissimo strato sotto appare l’insolita veste dell’arbitrario, il fiorire tracotante e irregolare di una originalità che niente potrà mai regolare definitivamente. Ciò perché non c’è mai stato, nel battere il ferro quando era caldo, un interesse altro, un tentativo di ricavare qualcosa di utile, qui per me, qualcosa che mi salvaguardasse la vecchiaia, non c’è mai stata una riserva mentale, un calcolo del più e del meno, un bilancio patrimoniale. Leggere e ascoltare, oggi, gli ordinati oratori dei cosiddetti critici mi fa venire il voltastomaco se penso alla virulenza e alla forza di Lutero, di Savonarola, di Segneri. La chiarezza qui non è di casa, l’attacco a fondo sta a fianco della frase cortese che prepara una stoccata ancora più grave. Gli enigmi e le ridondanze propongono scossoni alla coscienza e la sottopongono a un viaggio disagevole. Ma la vita è un viaggio che sgomenta e che non tutti sono in grado di affrontare.
Trattandosi di problemi economici sono tentato di fare appello alle mie competenze, pergamene di laurea, antichi ricordi di tomi sfogliati e digeriti, la mia amata matematica, i miei sogni metalinguistici, i calcoli con infinite variabili quantitative sempre pronti in apposite cartelline colorate. Poi il disgusto. Nessuna oggettivazione è possibile, bene, ma quali sono i sacrifici che impone qualsiasi processo assolutamente altro, a cominciare dal silenzio?
No, non sono d’accordo. Il silenzio è pieno di parole, di minacciosi riferimenti a mancanze, paure, incertezze, sospensioni di responsabilità e tutte le ombre delle lunghe notti passate a guardare i pochi metri quadrati dell’isolamento carcerario. La rinuncia alla condizione immediata del mondo, la possibilità limite di un non ritorno, la desolazione eterna della cosa, la morte, è ancora contro di loro che combatto.
Se mi impregno della qualità, e perdo per sempre il contatto con il mondo da me creato, posso andare avanti all’infinito, chiuso nella mia ormai incomprensibile corazza. Ma non sono un privilegiato e nel mio petto non batte un cuore di coniglio.
La tensione anarchica è l’espressione più chiara del nulla, non conosco qualcosa che renda meglio questo universo sconosciuto. Le parole la violentano nel tentativo di riempire quel nulla. Ogni tentativo del genere è un modo di salvarsi la vita. L’indifferenza non è una modulazione accessibile del fare, lo costituisce ma come elemento oggettuale, quindi accidentale ed estraneo. Per un altro verso, l’impegno del fare è falso, non è coinvolgimento ma accidente. Se forzo la mia volontà non avvicino l’indifferenza, al contrario l’allontano. La strada più accettabile è sempre quella più lunga e tortuosa. Abbandono e indifferenza non sono la stessa relazione. Il demone alberga nei posti più strani.
Niente lunghe elencazioni esplicative. Documenti che propongo, quasi certamente per l’ultima volta, in un luogo fisico, un libro, pagine di un libro, dove troveranno la loro fine corsa, almeno per quel che mi riguarda. Eppure non sento odore di crisantemi.
A lungo andare, il percorso della parola riesce a delineare sullo sfondo indicazioni improvvise, capaci di fare esplodere l’assenza, non sono semplici ampliamenti della memoria, ma luci e riflessi che riecheggiano, in modulazioni e movimenti contraddittori e spazi impensabili, il dire di fondo, il muoversi costante e creativo della parola rammemorante. Il tempo, allungandosi, getta ombre che coprono le possibilità di comprensione, fatti sfumano e si confondono, richiedono nuova linfa interpretativa. Non sempre è possibile evitare riflessi che ingannano anche l’orecchio e l’occhio più esercitati. Uno scarto, a volte consistente, a volte quasi minimo, tale da perdersi nell’interstizio del ricordo giacendo incompreso. Questo scarto è cambiamento profondo pure non essendo cambiamento radicale, è frattura nella traccia del dire.
Non ho cercato di metterci una medicazione, la cattiva coscienza è uno dei camminamenti di disturbo della ferrea custodia del controllo, e forse in molti casi non è neanche volontaria, ma a volte compare improvvisamente la considerevole consistenza di un vagito, un fremito di ali, un calore di sole cocente sulla faccia coperta da un velo leggero, un presente che non vuole ammettere il passato che si difende dichiarando ostracismo e fissando vendette.
La volontà di attaccare, di sgominare il nemico, torna a dominare e il suono si fa ancora più prossimo. La stessa incomprensione è desiderio, qualcosa che venero perché preservato da quella condizione degradante che chiamo chiarezza a portata di mano. Libero in questo modo il mondo dalla sua sufficienza ovattata e lo pongo nuovamente in una dimensione che esclude la limitazione, che cancella tutto quello che limita. Profano, con le mie scarpe infangate e da allora mai pulite, tutto ciò che propone sacralità e limitatezza non profanabile. Predispongo l’illusione che trova modo di collocarsi al posto della certezza che mortifica.
La lotta, e la pietà che pretende gestire la conoscenza, non si sposano facilmente. La parola è un’arma che viene a volte gestita con pietà, in modo maldestro e sciocco. Danzare con le parole, farle apparire leggere e diafane, quando possono anche essere pesanti e mortali, vuole dire accreditare loro una funzione che esercitano solo per conto dell’imbroglio, di chi gestisce il potere. Certe sfumature possono starci nelle parole e così venire raccolte, ma non si tratta di fervore dissacratorio, solo trascurabili raffinatezze. Volere essere inumani con le parole non è difficile, alla fine si tratta di strillare di più, ma è faccenda per spiriti deboli, addentrarsi invece nella loro possibile oscurità è altra questione, qui si sollevano di colpo vertiginose profondità che nessuno aveva mai sospettato, senza con questo indicare la strada per arrivare fino in fondo. La rigidezza e il completamento non sono stimoli per l’uso del dire, nel senso in cui l’intendo io, sono solo appesantimenti e titubanze.
Andiamo insieme, ancora più oltre.
Trieste, 15 maggio 2008
Alfredo M. Bonanno

Nota editoriale indispensabile
La prima edizione di questo libro venne preparata a Parigi agli inizi del 1975 per conto delle Edizioni Spartacus. René Lefeuvre mi aveva infatti suggerito l’idea di mettere insieme il materiale da me pubblicato su riviste e giornali e di fare un libro adatto alla situazione francese e allo stato delle ricerche sul problema dell’autogestione in quel paese che, come si sa, era ed è molto più avanzato di quanto non sia in Italia. La traduzione del dattiloscritto, fatta da Frank Mintz, non piacque all’editore che decise di non pubblicare il libro fin quando non si disponesse di una nuova traduzione che, fatta successivamente da Isabella de Caria, non mi sembra sia stata a tutt’oggi pubblicata.
Nel settembre del 1975 si presentò una favorevole occasione di stampare il libro in italiano con le Edizioni La Fiaccola di Franco Leggio, anche per le condizioni vantaggiose fatte dal tipografo. Non essendoci il tempo di aggiustare il dattiloscritto, adattandolo meglio alla situazione italiana, si preferì stamparlo per come stava.
Per la seconda edizione italiana ho riscritto le parti che avevano, nel frattempo, trovato collocazione in libri usciti in Italia. Ho lasciato, con l’indicazione della fonte, le parti che erano state pubblicate, sempre in Italia, su giornali, ciclostilati, riviste e come introduzioni.
Infine il libro è stato aggiornato con un approfondimento degli aspetti più recenti e più interessanti del problema dell’autogestione dal punto di vista rivoluzionario.
La terza edizione presenta, oltre a qualche aggiunta di poca importanza, il saggio su “La lotta della LIP”, che ritengo particolarmente significativo, e le Annotazioni di Amfissa.

Link Download

Note dell’Archivio
-Prima Edizione: La Fiaccola, Ragusa, 1975
-Seconda Edizione: Anarchismo, Catania, 1981
-Le Annotazioni di Amfissa sono state pubblicate in traduzione greca in opuscolo col titolo Καταστροή του κεφαλαίου και γενικευμένη αντοδιαχείρηση s. l. 2012.

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “Autogestione e anarchismo”

Bonanno Alfredo Maria, “Astensionismo elettorale anarchico. Arma del proletariato. Per la rivoluzione sociale”

Edito da La Fiaccola, Ragusa, Ottobre 1974, 49 p.

Nota introduttiva alla prima edizione
Gli anarchici lottano contro il sistema elettorale cosiddetto democratico e, periodicamente, ripresentano le loro tesi astensioniste. Spesso queste tesi vengono sviluppate in occasioni precise come le campagne elettorali, politiche o amministrative, qualche volta, ma più raramente, come fine a se stesse, cioè come chiarificazione di quello che è uno dei fondamenti principali della dottrina anarchica: l’astensionismo.
A nostro avviso, esistono due modi di affrontare l’argomento in maniera esauriente, di questi due modi noi seguiremo il secondo. Uno parte da considerazioni di tipo soggettivistico, dilungandosi sulle influenze nefaste che le istituzioni hanno su tutti gli uomini, sulla degenerazione che, nel caso specifico, l’istituzione Parlamento, determina sul deputato eletto, sia pure quest’ultimo operaio o contadino. L’altro parte da una più vasta considerazione di classe, facendo un discorso più largo e studiando i motivi per cui l’istituzione non può essere accettata in quanto prodotto di un sistema preciso di sfruttamento in contrasto con le caratteristiche di responsabilizzazione che ogni singolo uomo deve cercare di raggiungere se non vuole cessare di definirsi uomo.
Questa seconda maniera di sviluppare l’analisi del problema dell’astensionismo anarchico è quella impiegata da Malatesta in diversi scritti di grande importanza, tra cui tutti quelli che redasse in occasione della polemica con Merlino e che abbiamo pubblicato quest’anno sempre per i tipi “La Fiaccola” di Ragusa, nel volume Anarchismo e Democrazia.
La prima maniera è quella classica dei vari Galleani, Molinari, Faure, ecc., che, a nostro giudizio, se valida dal punto di vista immediatamente propagandistico, non tocca i due punti essenziali del problema: l’analisi di classe e i limiti della responsabilizzazione del singolo.
Un altro scopo ci ha spinti a stendere questo opuscoletto: quello di chiarire la troppo frequente confusione che corre tra l’astensionismo anarchico e l’astensionismo comunista rivoluzionario, qualche volta presente nella propaganda del compagni comunisti e qualche volta assente. Il problema non è da sottovalutarsi, specie nei riguardi dei rapporti frequenti che siamo pur costretti a mantenere con simili raggruppamenti.
Infine, dobbiamo aggiungere, che ci siamo sforzati di dare alla difficile materia un assetto quanto più semplice possibile. Non sappiamo se ci siamo riusciti.
Catania, 27 luglio 1974
Alfredo M. Bonanno

 

Link Download

Pubblicato in Opuscoli | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “Astensionismo elettorale anarchico. Arma del proletariato. Per la rivoluzione sociale”

Bonanno Alfredo Maria, “La dimensione anarchica”

Edito da Edizioni Anarchismo, Trieste, Aprile 2007, 558 p., Seconda Edizione

Introduzione alla prima edizione
Questo è un libro particolare. Significa molte cose e nello stesso tempo ha la pretesa di non volere dimostrare niente. Un oggetto preciso è qualcosa che costringe il lettore a selezionare l’attenzione. È un libro evolutivo, un libro che cerca di dare un’indicazione, un segno verso un certo tipo di ricerca sociale e politica. E, nello stesso tempo, è un contributo a una visione matura dell’anarchismo, non calata dall’alto o trovata per caso, ma sofferta e costruita giorno per giorno, ostacolo per ostacolo, in un processo che dalle nebulose premesse dottrinali diventa un viaggio verso la chiarezza. Questo libro è la documentazione di tale itinerario.
Nella struttura esteriore esso si divide in quattro parti. La prima comprende scritti che vanno dal 1955 al 1967. Si tratta della parte più remota, riguardante la produzione di un periodo in cui mi interessavo di problemi filosofici ed economici. È il periodo degli studi sull’esistenzialismo, del corso di studi in filosofia poi interrotto e della laurea in economia. Un periodo particolarmente importante per la mia formazione di fondo. Erano anni in cui non si avevano ancora le idee sufficientemente chiare. In filosofia la media non si era sbarazzata del tutto dell’ipoteca crociana, mentre i migliori non andavano al di là dell’esistenzialismo. Avevo ascoltato le lezioni di Abbagnano a Torino ricavandone una grande impressione, ben presto sfumata una volta resomi conto della grossa limitazione che si trovava dietro tutta quella impalcatura fumosa. Poi gli studi per la laurea e la tesi sul pensiero economico antico, le proposte della carriera universitaria (regolarmente rifiutate), l’abbandono progressivo di questo campo di studi. Troppa freddezza e troppe difficoltà a liberarsi di uno strato di inutile erudizione.
Seconda parte. Gli scritti dal 1967 al 1968. Anni decisivi. Esperienze fondamentali per tutti non solo per me. Sviluppo i concetti di fondo del mio pensiero: critica dell’autorità, riduzione dell’autorità al concetto di autorità funzionale, studio il problema dell’organizzazione. Scrivo un breve libro: La distruzione necessaria che raggiunge in poco tempo le settemila copie vendute. Non serve. Non sono contento dello sviluppo delle mie tesi. Alcune mi paiono mal capite e quel che è peggio mal dette. Mi accorgo dopo che nessuno ha tenuto conto dei limiti del mio lavoro. Troppe cose urgono davanti a me: la necessità di rispondere alle critiche, quella di fare chiarezza a me stesso, l’incalzare dei problemi concreti, propri di una realtà che mi ospita in prima persona. Altro fatto non trascurabile, il mio stesso lavoro (sono dirigente amministrativo di una media industria) mi chiama a rispondere in prima persona ai quesiti che mi pongo in sede teorica. È questo un periodo in cui scrivo relativamente poco (ancora qualcosa di storia della filosofia, un libro sul problema filosofico del concetto fisico d’indeterminazione, alcuni saggi sul neopositivismo) ma rifletto molto.
Terza parte. Un più nutrito gruppo di scritti. Primo problema: la critica del vecchio concetto di “intellighentia”, gli intellettuali mi preoccupano. Studio tutti i momenti storici in cui essi hanno fatto qualcosa (per esempio durante la Comune) e ne rimango terrorizzato. Mi pongo anche il problema dell’arte (che per me resta fondamentale) e quelli più specifici della violenza e dell’inglobazione. Questi due filoni di riflessione mi portano un’altra volta a rivedere i vecchi concetti esposti ne La distruzione necessaria. Incomincio le ricerche sull’anarchismo: Kropotkin e Malatesta. Le note a L’anarchia sono un esempio tipico del mio modo di pensare in questi anni, una ricerca collocata tra il mondo dottrinale del passato (del “mio” passato) e una verifica delle dottrine anarchiche. Rivedo e pubblico su “Volontà” i saggi sull’ateismo, poi riuniti in volume.
Quarta parte. Gli scritti fino agli inizi del 1974. Vi si trovano quasi tutti, tranne alcuni che non si sono potuti includere per motivi particolari o perché non reperibili. Adesione all’anarchismo. Tentativi di trovare una strada verso un anarchismo che non sia faccenda dottrinale soltanto. Importanza dei concetti anarchici di organizzazione non autoritaria, rivoluzione libertaria, violenza liberatrice, ecc. Polemica con un anarchismo revisionista e conservatore, umanitarista e pacifista che vede solo l’aspetto “distaccato” della lotta rivoluzionaria e non anche l’aspetto “impegnato”, globale. Esame dei concetti di proprietà e di espropriazione. La dimensione anarchica come perenne visione critica di se stessi e del mondo. Visione complessiva e non parziale che dall’umanitarismo di base sa ripiegare su se stessa fino al riconoscimento della lotta violenta per la liberazione, della lotta giusta anche se parziale e destinata alla sconfitta, della lotta che si programma non tanto una meta quanto un modello interpretativo della realtà. Lascio il lavoro nell’industria. Vengo arrestato come responsabile del numero unico “Sinistra libertaria” e condannato a due anni e due mesi. Esco di prigione dopo tre mesi in libertà provvisoria in attesa del processo di appello. Continuo i miei studi e mi laureo anche in filosofia con una tesi su Stirner e l’anarchismo.
Questo il libro. Qualcosa di intrinsecamente legato alla mia vita e alle mie esperienze, qualcosa che segue dal lato dottrinale lo sviluppo fisico e intellettuale come un sismografo può seguire l’andamento di un fatto tellurico.
Mi chiedo adesso quali potrebbero essere i luoghi positivi di una lettura e ciò allo scopo di indicarne un modello a priori che possa facilitarne la fruizione. Certo esiste sempre il modello esteriorizzante, quello che pretende una lettura dei testi per ciò che essi sono e nell’ordine in cui sono. Ma non mi sembra questo il modello che preferisco. Accanto al mio lavoro teorico esiste sempre qualcosa di più che potrebbe aiutare quello, ma che non sempre può giungere fino a rivelarsi attraverso di quello. Ed è proprio quest’ultimo lavoro quello più interessante che dovrebbe essere tenuto presente. Come teorico e come militante non posso abitare due regioni diverse.
Catania, 12 febbraio 1974
Alfredo M. Bonanno

Link Download

Note dell’Archivio
-Prima Edizione: La Fiaccola, Ragusa, Maggio 1974
-Seconda Edizione riveduta e corretta

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “La dimensione anarchica”

Bonanno Alfredo Maria, “Potere e contropotere”

Edito da Edizioni Anarchismo, Trieste, Maggio 2003, 372 p., Seconda Edizione

Nota (anche metodologica) per il lettore
Per certi aspetti Potere e contropotere, titolo infausto che non ebbe mai a incontrare fortuna presso i lettori, costituisce un avanzamento nei riguardi de La distruzione necessaria.
Pur restando prigioniera di alcune ottusità di fondo, che il lettore individuerà facilmente, l’analisi si sviluppa più ampia e determinata. La preoccupazione principale permane quella di fornire elementi organizzativi alla spinta rivoluzionaria e insurrezionale di base, spinta che negli anni immediatamente successivi al Sessantotto sembrava quasi stesse per arrivare alle sue conseguenze estreme.
Un altro elemento di riflessione è costituito dall’insieme dei dubbi avanzati in merito alla possibile costituzione immediata di una società libera, libera in modo definitivo, cioè di una società anarchica. In quegli anni ormai lontani non si faceva nessuna, o quasi, attenzione ai pericoli di un veloce recupero da parte della repressione. Insistendo negli accorgimenti di difesa e di recupero di una rivoluzione libertaria la si può inavvertitamente indirizzare verso una terribile reazione, magari sotto lo stesso nome di anarchia, e le esperienze spagnole qualcosa avrebbero dovuto insegnare agli organizzatori rivoluzionari di ieri e di oggi.
Anche qui, come di già nella seconda edizione de La distruzione necessaria, pubblico alcuni “Studi preparatori” scelti col medesimo criterio.
Il potere della fisica è stato pubblicato su “Studi e ricerche”, 1965, pp. 30-32 col titolo La conquista dello spazio. Ideologia e utopia è stato scritto nel 1970 e rivisto solo oggi per la pubblicazione. Lavoro manuale e lavoro intellettuale è l’Introduzione all’opuscolo di Michail Bakunin dallo stesso titolo pubblicato dalle Edizioni La Fiaccola di Ragusa nel 1975. Il sistema rappresentativo e l’ideale anarchico è l’Introduzione all’opuscolo di Max Sartin dallo stesso titolo pubblicato sempre nel 1975 dalle stesse edizioni. Saint-Simon e Marx è stato scritto nel 1970 e rivisto nel 1978. Il Saggio su Proudhon incorpora l’Introduzione al Sistema delle contraddizioni economiche. Filosofia della Miseria, pubblicato dalle Edizioni Anarchismo di Catania nel 1975. La parte più consistente del saggio, scritta nel 1970 e rivista nel 1982, utilizza parzialmente il mio libro: Dio e lo Stato nel pensiero di Proudhon, Edizioni La Fiaccola, 1976.

Link Download

Note dell’Archivio
-Prima edizione: La Fiaccola, Ragusa, Aprile 1971
-Seconda edizione con l’aggiunta di sette studi preparatori

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Bonanno Alfredo Maria, “Potere e contropotere”