Bakunin Michele, “L’organizzazione dell’internazionale”

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Edito da Edizioni Durruti, Firenze, [senza data; probabilmente anni ’70], 21 p.

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Note dell’Archivio
-Estratto da “Protestation de l’Alliance” in Michel Bakounine, “Oeuvres. Tome VI”, Stock, Parigi, 1913, pagg. 76-93. Nella premessa, Guillaume scrive quanto segue:
Le pagine che seguono furono scritte a Locarno, nel Luglio del 1871, in occasione della campagna sleale condotta a Ginevra contro Bakunin e i suoi amici dagli intriganti che erano riusciti, in quel momento, a impadronirsi della direzione delle sezioni dell’Internazionale in quella città. Nella Nota biografica in testa al II volume delle Oeuvres, troviamo (pagine XXXI-XLI e VLVIII) i dettagli della scissione nella Federazione francofona, il cui pretesto fu, da parte degli intriganti ginevrini, l’ammissione in questa Federazione della sezione nota come Alleanza, fondata da Bakunin. Si sarebbe potuto pensare che i tragici eventi del 1870-1871, la guerra, l’assedio di Parigi, la Comune, avrebbero fatto dimenticare queste discordie e riportato la pace all’interno della classe operaia ginevrina. Non è stato così. Marx ed Engels, che da Londra avevano condotto la campagna contro Bakunin a Ginevra tramite il loro agente russo Outine, erano decisi a sbarazzarsi della Sezione Alleanza. Già nell’estate del 1870 (13 Agosto) erano riusciti, con losche manovre, a far espellere Bakunin, Perron, Zhukovsky e Henry Sutherland dalla Sezione Centrale di Ginevra: Furono espulsi su proposta di Outine, senza essere ascoltati, in quanto colpevoli del crimine irrimediabile di essere, contemporaneamente ai membri della Sezione centrale, anche membri della Sezione dell’Alleanza, ammessi nella Federazione francofona al Congresso di La Chaux-de-Fonds (Aprile 1870) contro la volontà dei delegati ginevrini. Nella primavera del 1871 ricominciarono le loro manovre: un’emissaria da loro designata, Mme Élise Dmitrieff, recatasi a Ginevra nel marzo 1871, vi annunciò, a loro nome, che non era vero che la Sezione dell’Alleanza era stata ammessa all’Internazionale dal Consiglio Generale nel 1869. Tuttavia, due lettere ufficiali attestano questa ammissione: una lettera del 28 Luglio 1869 del Segretario generale del Consiglio generale, Eccarius, che annuncia alla Sezione dell’Alleanza di Ginevra che “il Consiglio generale ha accettato all’unanimità la sua adesione come sezione”; e una lettera del 25 Agosto 1869 del Segretario corrispondente per la Svizzera, Hermann Jung, che conferma il ricevimento delle sottoscrizioni inviate a Londra dalla Sezione dell’Alleanza. Queste lettere sono state prodotte pubblicamente dal segretario della Sezione Alleanza, Zhukovsky. La risposta sembrava schiacciante: ma Outine e i suoi compari ebbero il coraggio di sostenere che le lettere dovevano essere false. Di fronte a una tale disinvoltura nel mentire, è stato necessario convocare il Consiglio Generale per spiegarsi. Un socialista francese, Paul Robin, che, rifugiatosi a Londra in seguito a un tentativo di insurrezione a Brest nell’Ottobre 1870, era membro del Consiglio Generale (su introduzione dello stesso Marx) e che nel 1869 era stato membro della Sezione dell’Alleanza a Ginevra, fu da me invitato a intervenire. Robin pretese una copia delle due lettere accusate di essere false; questa copia gli fu inviata da Ginevra negli ultimi giorni di Giugno, ed egli si incaricò di ottenere dal Consiglio Generale una dichiarazione che attestasse l’autenticità delle lettere. Questo modo di mettere i bugiardi direttamente al muro infastidì molto Marx ed Engels, che tentennarono finché poterono, ma Robin tenne duro e, nella riunione del Consiglio Generale del 25 Luglio 1871, ottenne l’attestazione richiesta: le copie furono controfirmate dal segretario e timbrate con il sigillo del Consiglio.
Alla fine di Giugno avevo informato Bakunin di quanto stava accadendo. Questa notizia lo ha commosso. Era impegnato nella stesura del testo che abbiamo stampato nel IV volume delle Oevres con il titolo “Avertissement pour L’EMPIRE KNOUTO-GERMANIQUE”; abbandonò subito questo lavoro, che rimase incompiuto, e il 4 Luglio iniziò un manoscritto in cui si proponeva di fare una storia del conflitto di Ginevra. Si supponeva che il Congresso generale dell’Internazionale, che non aveva potuto svolgersi nel 1870 a causa della guerra, si sarebbe riunito, secondo gli statuti, nel Settembre 1871. E Bakunin, pensando che la questione della scissione della Federazione francofona, e quella della sezione dell’Alleanza che era stata il pretesto di questa scissione, sarebbe stata portata davanti a questo Congresso, volle preparare del materiale per i delegati delle sezioni del Giura, che avrebbero dovuto difendere l’Alleanza, i difensori del collettivismo rivoluzionario, contro i politici della cricca di Ginevra.
Il diario di Bakunin riporta quanto segue a proposito di questo manoscritto, che il 4 Luglio intitola Protestation e il 25 Luglio Appel:
“4 Luglio. Iniziata la Protestation de l’Alliance. – 5. Per l’Alliance. [Stessa indicazione per i punti 6, 7 e 8] – 9. Per l’Alliance. Pacchetto (Per l’Alliance, pagine 41 incluse) con lettera a James inviata. – 10. Per l’Alliance. [Stessa indicazione da 11 a 15] – 16. Per l’Alliance. Inviato a James, con lettera. Protestation (pp. 42-91). – 17. Per l’Alliance. [Stessa indicazione da 18 a 24] – 25. Ampio plico dell’Appel (pp. 92-141) con lettera a William, inviata. Avviata la risposta a Mazzini.”
Dovevo leggere il manoscritto di Bakunin, che era destinato agli internazionali delle sezioni del Giura, e inviare a Ginevra le parti successive, in modo che potessero essere riviste e, se necessario, completate dai membri della Sezione dell’Alleanza, come Zhukovsky e Perron, che erano in grado di farlo. Di conseguenza, pochi giorni dopo l’arrivo della seconda spedizione da Locarno, inviai a Ginevra la parte del manoscritto già letta da me, cioè le prime 62 pagine.
Il 25 Luglio, come abbiamo appena visto, Bakunin si interruppe per scrivere una risposta a Mazzini: quest’ultimo aveva attaccato l’Internazionale e la Comune di Parigi nella sua rivista settimanale, “La Roma del Popolo”. La stesura di questa risposta richiese a Bakunin quattro giorni, dal 25 al 28 Luglio; appena terminato il lavoro, tornò all’Alliance. Ma non doveva continuare la stesura della Protestation (o Appel), di cui erano già state scritte 141 pagine; intraprese, sullo stesso argomento, un nuovo lavoro, che doveva essere un Mémoire Justificatif, indirizzato al Comitato Federale di Saint-Imier: i primi fogli di questo nuovo manoscritto mi furono inviati il 5 Agosto. (Questo Mémoire justificatif, o Rapporto sull’Alleanza, si trova anche nel presente volume [Tomo VI], p. 143).
Non avendo proseguito la stesura del manoscritto Protestation de l’Alliance, ho tenuto in mano i fogli 63-141, e ciò è stato molto fortunato, perché questi fogli sono stati così preservati dalla distruzione, ad eccezione del foglio 123 (cfr. infra, p. 78); mentre i 62 fogli di cui mi ero liberato non mi sono mai stati restituiti e devono essere considerati perduti, a meno che un caso fortunato ma improbabile non li faccia ritrovare un giorno tra qualche abitante di Ginevra.
Quest’opera di Bakunin non è stata utilizzata, ad eccezione di un frammento comprendente i fogli 123-139, che sono stati stampati alla fine del 1871, con il consenso dell’autore, nel nostro “Almanach du peuple” del 1872, con il titolo: Organizzazione dell’Internazionale. Inoltre, alcuni passaggi sono stati utilizzati nel “Mémoire de la Fédération jurassienne (1872-1873)” o citati nel primo volume de “L’Internazionale, documenti e memorie” (1905).
Cosa contenevano i 62 fogli perduti? La mia memoria non mi fornisce nulla di molto preciso a questo proposito: ma l’esame del resto del manoscritto mostra che l’inizio era destinato a raccontare al lettore l’organizzazione delle sezioni dell’Internazionale a Ginevra, spiegando cosa fossero le sezioni della Fabrique (orologeria e gioielleria) e le sezioni dell’Edilizia, e a mostrare come i comitati delle sezioni avessero finito per imporre la loro autorità ai raggruppamenti corporativi, che si erano abituati a lasciarsi guidare da loro.[…]

-Tradotto e pubblicato in italiano su (a cura di) Doglio Carlo, “Michele Bakunin, “Liberta’ e rivoluzione”, Istituto Editoriale Italiano, 1948
-Vi è una versione tradotta differentemente dal gruppo Durruti di Firenze e pubblicata su “Volontà”, numero 1, Gennaio 1964

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