Bakunin Michele, “La teologia politica di Mazzini e l’Internazionale”

Edito da Novecento Grafico, Bergamo, 1960, XXX+95 p.

Recensione di Giuseppe Rose pubblicata su “Volontà”, n. 8-9, Agosto 1960
Bakunin si sa non fu un dottrinario, fabbricatore di sistemi, bensì scrittore e rivoluzionario: il suo pensiero e la sua azione scaturirono o dalle « occasioni polemiche» o dagli avvenimenti di quel clima arroventato e fluido della seconda metà del secolo decimonono. Quanto alla sua opera di pensatore, essa, appunto perchè nata dalle contingenze più disperate di quegli anni turbinosi e fecondi, non può presentare -come non presenta quella organicità di trattazione che, sola, consente di individuare facilmente ed inequivocabilmente la linea di un pensiero logico, piano, discorsivo. Gli scritti del B. rappresentano frammenti di pensiero, dispersi ma coerenti, che soltanto « sulla base di una raccolta integrale » « potranno essere ricomposti in organica unità».
Il Masini serio storiografo tenta di pubblicare, in lingua italiana, in una serie di quaderni, tutti gli scritti editi ed inediti del Bakunin. Questo primo quaderno, oltre a rappresentare una prima interessante tappa di un ponderoso compito assuntosi, è anche un impegno a proseguire questo lavoro sino alla intera pubblicazione dell’opera bakuniniana. L’obbligazione è davvero onerosa se si pensa che tutti i tentativi di pubblicazione integrale, fatti dal Guillaume, dal Nettlau, dal Fabbri etc., sono rimasti non coronati da successo, malgrado il fervore di propositi e lo zelo degli interessati. E’ davvero – come scrive argutamente e sagacemente A. D. occupandosi di questo primo quaderno e riferendosi all’opera del B. (Avanti del 25 Giugno 1960) – una storia di iniziative incompiute.
Il primo quaderno comprende una Introduzione, quella che va sotto il più noto nome di Risposta d’un Internazionale a Giuseppe Mazzini, già pubblicata in un opuscolo-supplemento del Gazzettino Rosa nell’agosto del 1861, ed il testo inedito in traduzione italiana e non più pubblicato dopo la prima edizione (in francese) dal titolo originale: La Théologie politique de Mazzini et l’Internationale (Neuchatel, 1871). Non ci soffermeremo, di proposito, sullo scritto, il quale va letto; mentre ci occuperemo, sia pure brevemente, della prefazione del Masini, la quale, nella limpidezza della esposizione, puntualizzando certi accadimenti che sembrano marginali, ma che, invece, sono essenziali e fondamendali per la esatta conoscenza della storiografia di quel periodo, conferiscono al la detta prefazione qualità di saggio vero e proprio.
Infatti, oltre a varie ed interessanti precisazioni, in contrasto con la più conosciuta storiografia (come ad esempio la esatta attribuzione ad Antonino Riggio, e non a Saverio Friscia, dell’articolo L’Internazionale e Mazzini contenuto nel citato opuscolo-supplemento del Gazzettino Rosa, unitamente alla Risposta del B.) la prefazione accoglie le interessanti vicende delle diverse edizioni; non solo, ma comprende, spiegandola, la occasione polemica dalla quale fu generato lo scritto; tratta esattamente della polemica Mazzini- Bakunin, inquadrandola in quel clima italiano, pregno di eccezionali accadimenti e di svolte decisive (non si dimentichi che dalla liquidazione del mazzinianesimo l’Internazionale trasse rinforzo e vigore di forze vive); affronta il giudizio della critica storica, spesso molto sbrigativa e superficiale, quando non sia stata esercitazione di patente malafede o manifestazione di condannevole semplicismo.
Ad esempio, la critica di A. Romano è apertamente partigiana, perchè scaturisce da una specie di bakuninofobia, di cui è satura la sua Storia del Movimento socialista in Italia. E appropriamente il Masini rileva: «Il Romano, che si sbriga della Théologie in appena otto righe, limitandosi a parafrasare il giudizio del Rosselli, sviluppa invece una lunga ed aspra critica della Risposta, che è poi una parte e la meno importante dell’opera maggiore, abbondando anche nelle citazioni (della Théologie per contro non è riportata una sola parola) »; non solo ma, dopo avere riferito sul… vocabolario insulso usato dal Romano (« ipocrita », « avventuriero» — « ciarliero», etc.) nei confronti del B., il Masini così scrive: Il Romano « conclude, attribuendo tutta la colpa dell’anti-socialismo di Mazzini, a quello sciagurato del B. che del socialismo avrebbe presentato una versione contraffatta e deformata. Sarebbe bastato, secondo una ipotesi per lo meno curiosa del Romano, che Mazzi-ni avesse letto Il Capitale di Marx, e la storia del movimento operaio italiano avrebbe seguito un corso tutto diverso! ».
Altra importante puntualizzazione il Masini fa a proposito dello scritto di Ercoli (Togliati) Marxismo e bakunismo – – quando scrive che « la foga polemica fa ignorare a Togliatti che il nucleo del pensiero mazziniano, da cui discendevano tutti i miti del « profeta» dell’Italia borghese, era proprio quella teologia laica che B. contribuì validamente a smantellare. Del resto non si può prescindere, in un giudizio obiettivo e in una lettura critica dei testi bakuniniani, da quella che era la problematica del tempo: le polemiche sul materialismo, le discussioni fra testi e atei, il conflitto fra scienza e dogma etc. Contro la facile irrisione dei posteri, superbamente indifferenti a questi problemi, bisogna ricordare che le giovani generazioni uscite dal Risorgimento e cresciute alla scuola di Mazzini quelle a cui B. parlava – li sentivano in modo appassionato e drammatico, e qui B. doveva battere, se voleva debellare, nell’interesse del socialismo e del movimento operaio, l’influenza ancora grande della mistica mazziniana».
Anche il giudizio sulla critica di Nello Rosselli ci sembra esatto. Infatti il Rosselli pur non disconoscendo il valore degli scritti del B., ritiene la Théologie fiacca e quasi ripetizione della Risposta, dando così maggior valore a quest’ultima. E Masini osserva che, se è vero che esiste una mancanza di un ordine logico, ciò è da attribuirsi al fatto che trattasi di un’opera incompiuta, mentre le conclusioni riguardanti il valore del libro « appaiono discutibili ».
Ma non vogliamo davvero sforbiciare ulteriormente, premendoci di raccomandare la lettura di questa interessante opera del B. poco, o non affatto, conosciuta, almeno in Italia.
G(iuseppe) R(ose)

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Note dell’Archivio
-Come riportato da Masini: “Nella traduzione dall’originale francese abbiamo seguito una versione quasi letterale, salvo rettifiche per la divisione dei capoversi e la punteggiatura. Le note dell’autore sono riportate a piè di pagina e richiamate nel testo con uno o due asterischi, anziché con numeri arabi, com’è nell’originale. I numeri arabi richiamano invece le nostre note. Abbiamo mantenuto tutti i corsivi dell’originale. Nella traduzione della Introduction abbiamo tenuto d’occhio il testo italiano della Risposta, conservandone molte locuzioni, ferma la fedeltà letterale. Tutte le citazioni da testi mazziniani sono state ristabilite nell’originale italiano. Abbiamo siglato alcune fra le opere più frequentemente citate, cioè:
Max Nettlau, Bakunin e l’Internazionale in Italia dal 1864 al 1872. Con prefazione di Errico Malatesta, Ginevra, Edizioni del Risveglio, 1928 (NBI);
Nello Rosselli, Mazzini e Bakounine. 12 anni di movimento operaio in Italia (1860-1872), Torino, Bocca, 1927 (RMB)
Giuseppe Mazzini, Scritti editi e inediti. Edizione Nazionale, Imola, Coop. Paolo Galeati, 1906-1943 (MEN)
Michel Bakounine, Oeuvres, Paris, P.V. Stock, 1895-1918 (BO)”

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